14 dicembre…. un inizio

Venerdì scorso è stata proprio una bella giornata.

Venuta come l’avevamo pensata senza intoppi e con un ritmo equilibrato e ben mantenuto per tutto il giorno.

Non ero mai stata ad un convegno dove le Autorità dopo aver salutato, rimangono tutto il tempo ad ascoltare, dove i relatori non fuggono dopo aver fatto la loro presentazione, dove non c’è quell’incessante vai e vieni, entra e esci di persone con il telefonino all’orecchio.

E poi la sala… intelligente come dice Luca,  piena di gente attenta e tranquilla.

Ad Alessandro sarebbe piaciuto. E’ possibile che Elena P. abbia ragione quando dice che forse un piccolo intervento lo avrebbe voluto fare….. ma forse no… non se ne sentiva il bisogno.

Bellissimo anche il prima…durante e dopo, curato dal Pensiero con video, immagini, commenti e tanto altro. http://www.vapensiero.info/

Grazie a tutti e ad Ale che ci ha ispirato rendendo concreto un progetto che sembrava all’inizio quasi impossibile.

Domani ultimo giorno di lavoro, forse ultimo giorno del mondo… Per me termina questo 2012 così difficile e andrò prima con le ragazze in Piemonte, e poi in ritiro a Sestola.

Vi lascio il link al pezzo di video che ho mostrato alla fine del convegno (quello intero sarà messo in rete il 1 gennaio 2013), un ricordo e un invito ad andare avanti con energia e speranza.

http://www.youtube.com/watch?v=anQMEUFmcPc&feature=youtu.be

Buone feste a tutti, e scrivete… da ovunque saremo ci facciamo compagnia.

Mariangela

 

 

9 commenti

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9 risposte a “14 dicembre…. un inizio

  1. enrica

    …io a bologna non c’ero ma ho vissuto quel venerdì attraverso i sorrisi e le parole della mia mamma. vi scrivo rientrando a casa dopo il periodo natalizio e vi scrivo sapendo che i miei genitori stanno rientrando ora da sestola dove hanno iniziato l’anno. sento la voce di mamma al telefono felice come succede sempre quando incontra super mari e le wonder girls. scrivo per lasciare qui un po’di quel sorriso per augurare un buon anno a voi tre meraviglie. ho rivisto in questi giorni pomodori verdi fritti e in una delle scene finali quando ho sentito “l’amicizia è il dono più grande” ho pensato a voi, alla mia mamma e all’effetto benefico che hanno i momenti passati insieme. buon anno! che sia pieno di sorrisi. enrica

    • enrica

      p.s. è da qualche giorno che aspetto di aprire il video e questa mattina l’ho fatto. è stato come tornare al mare insieme a voi. keep going girls, la maratona che affrontate tutti i giorni è dura ma noi siamo a bordo pista a fare il tifo. go girls go! un abbraccio

  2. marina

    Si e’ stato bello ricordare Alessandro in maniera irrituale ma con tanta ragione e tanta passione e tante interpretazioni differenti, uno specchio della capacità di Alessandro di far dialogare persone tanto diverse. E’ stato bello farlo a dicembre ad un anno dal momento più difficile per la vita di Alessandro, di Mariangela, Elisa, Valeria e di tutti noi di fronte all’evidenza della perdita che stava per compiersi. E’ bello poter trarre anche da questa giornata la forza per vedere positivamente il prossimo primo gennaio e l’anno che verrà. Siccome nessuno di noi non mancherà di pensarci cerchiamo di farlo con allegria e concentriamoci su quanto ancora dobbiamo fare. E a questo proposito grazie ad Elena per aver messo l’accento sulla scuola. Due cose mi hanno colpita oggi tornando da Parigi, un gruppo di adolescenti saliti sul trenino dall’aeroporto urlanti, che bestemmiavano e si vantavano per non aver pagato il biglietto. L’altra e’ la notizia del nuovo stadio della Roma. Chiedo scusa a Luca, ma che futuro avremo mai se ai nostri giovani non sappiamo proporre di meglio di un degradato orribile centro commerciale a Fiumicino e di uno stadio di calcio? Nel frattempo votiamo una coppia di candidati al parlamento, purtroppo tra nomi già noti e vediamo proporre i nuovi LEA. Quante di quelle teste pensanti del 14 dicembre hanno aiutato il Ministro Balduzzi a rivedere quella lista o meglio ancora a definire i criteri con cui rivedere la lista? Non ho visto ancora il decreto ma l’ipocrisia della cura alla ludopatia non e’ certo un gran segnale.
    Insolitamente lunga dopo un altrettanto lungo silenzio un pensiero affettuoso a tutte e tutti i lettori del blog e BUON ANNO MARIANGELA

  3. Jack

    ciao Mariangela,
    Elisa mi aveva invitato, ma purtroppo non ce l’ho fatta per il 14 – come forse ti ha detto ora ho la fortuna di vivere tra Milano e Londra, e tornavo in Italia soltanto il 13 sera.
    Mi fa piacere leggere che tutto sia andato bene – non avevo molti dubbi – e che la neve non abbia guastato il tutto. Ho un po’ di timore ad aprire il video, ma ora lo faccio. Spero di sentirci (o magari anche vederci) presto in qualche modo.

    buon Natale, e buon 2013
    Jack

    • mariangela

      ciao Giacomo che piacere sentirti, siamo qui in piemonte e tra letture e cucina aspettiamo che arrivi natale e poi l’anno nuovo.
      Anche a te e ai tuoi un augurio di serenità. Noi ti aspettiamo se passi a bologna.
      mariangela valeria e elisa,

  4. Giulio

    Ciao Mariangela. E’ vero, non si vede “spesso” un convegno di venerdì con una partecipazione così “partecipata” fino alla fine, da parte di tutti (comprese le autorità – a proposito: il ministro è stato molto più profondo che istituzionale). Una forte spinta a continuare, tra ragione e passione. Grazie per averlo organizzato. Spero sia stato il primo di una lunga serie di LibTalks. In mezzo, cercheremo di metterci anche le azioni.
    Tra queste azioni sarà necessario occuparsi anche di aspetti legati “solo” indirettamente alla sanità: se attualmente, in emergenza, il focus è sulla spending review e quindi (per la sanità) su come organizzare le cure primarie, razionalizzare l’offerta ospedaliera e l’uso dei farmaci, bisognerà occuparsi molto più seriamente di come le fondamenta dell’organizzazione sociale possono determinare la salute e il benessere degli individui. Sono pienamente d’accordo con Elena T che la scuola è la cosa più importante tra tutte le cose importanti che ci sono (detto anche dall’OMS).

    Un abbraccio e buone feste
    Giulio

    http://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(12)61228-8/fulltext

  5. Viviana

    Cara Dottoressa,
    come le avevo già ampiamente anticipato la fine del mondo non c’è stata, ne abbiamo parlato anche stamattina. Mi fa molto piacere aver parteciapato all’evento del 14 dicembre, è stata una giornata particolare e speciale. Sono anche contenta che comunque il blog in qualche modo vada avanti. Ora è il momento del relax e del riposo in famiglia. Ci vedremo con il nuovo anno, ma ci sentiremo sicuramente prima. Un abbraccio. Viviana

  6. in certi momenti – e per il sollievo di tutti – sento davvero di aver detto tutto a proposito di Alessandro, della storia di un’amicizia lunga e strana, perché vissuta sul ritmo sincopato di incontri fugaci, motoristici, intermezzi di intervalli di convegni e di partite di calcio. invece no, mi spiace per voi. una cosa, per esempio, non l’ho detta a Bologna nonostante me la fossi ripetuta tante volte nei giorni precedenti, senza riuscire evidentemente a mandarla a memoria.
    introducendo la squadra (davvero) molteplice e anch’essa stramba, ho detto di Tullio Pericoli e della con-fusione che sempre più spesso fa nel dipingere paesaggi e volti. per cui, le rughe intorno agli occhi diventano segni di aratro, quelle sulle fronti filari di vigne rinsecchite da gelo. ho dimenticato di dire un’altra cosa che più c’entrava col ricordo che ho di Ale.
    nell’angolo in basso a destra, in molti quadri, Pericoli dipinge se stesso con la tavolozza in mano. dice che solo stando in un paesaggio si sente di comprenderlo. penso che a Ale sia successo qualcosa del genere; si accorse – con smarrimento e stupore – di essere “forse” malato e non solo accettò con coraggio la sorte, ma scelse di stare anche lui nel quadro che da tempo si impegnava a dipingere. solo essendo all’interno, però, lo comprese fino in fondo, al punto di delinearlo in una maniera così vera che in tanti, dall’esterno, avrebbero potuto capire.

  7. Elena T

    Ciao Mariangela e ciao tutti,

    io sono purtroppo una di quelle persone che per la neve o per la paura delle troppe emozioni (come ha detto Luca) non è arrivata il 14 a Bologna.
    In questi giorni sono tormentata da pensieri che sembrano fare un accordo perfetto con le sensazioni descritte dai partecipanti al convegno.
    Mi pare che il formato che è stato messo in piedi sia stato un potente miscuglio delle cose belle e interessanti che dovrebbero guidare le persone nelle scelte, soprattutto le persone che sono e fanno istituzione. In questi giorni sto cercando di capire cosa c’è nella testa e nel cuore di mia figlia più grande che si trova ad affrontare con grande svogliatezza l’ultimo anno di scuola primaria (ex elementare). Passati anni difficili con un’ insegnante in difficoltà ha completamente perso il senso della curiosità, della scoperta e io lo trovo un furto inaudito. La scuola come la sanità da tempo soffre degli effetti collaterali della decadenza, le persone sono svuotate della loro iniziale passione, dell’energia del cuore e della mente che dovrebbe sostenerli in compiti così cruciali per il benessere presente e futuro delle persone. Ci sarà secondo voi un manipolo di persone che sta organizzando un incontro come il Lib Talk sul tema della scuola? O devo cominciare a sentirmi come una famiglia indiana di qualche decennio fa che investiva nella educazione dei propri figli all’estero trasferendosi ad Oxford? E’ una domanda che mi faccio da ieri sera e rimbomba potente nella pancia non solo perché i figli so “piezz e core” ma anche perché quando li guardo negli occhi penso a quale altro corredo se non quello di una buona educazione io mi possa impegnare a dargli per il buon avvenire loro e delle generazioni future.
    Se è bastato in una giornata sola Giannino alla radio e un direttore di banca ad un piccolo convegno a fornirmi dati importanti sulla situazione economica del paese e a farmi vedere come possibile l’avviarsi di un processo positivo (dopo mesi interi tra conferenze stampa del governo tecnico e comizi per le primarie dove non ho mai capito nulla di quello che veniva fatto o si vorrebbe fare) sento ancora come più urgente l’empowerment del cittadino!

    Buona fine del mondo a tutti, ci vediamo per la ricostruzione!

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