Caro amico ti scrivo…due mesi dopo

Cari amici,

sono passati già due mesi e sono trascorsi così velocemente che quasi non ci credo ancora.

Stamattina mi sono svegliata con tanta malinconia ricordando le mattine in cui facevo colazione con mio papà che, anche se usciva più tardi rispetto a me, si svegliava presto per farmi compagnia.

Ora  rimpiango di non essermi goduta fino in fondo quei momenti. Li rimpiango perché erano occasioni per parlare intimamente con lui. Purtroppo io di mattina ero e sono totalmente “sconnessa”, forse  perché ancora immersa nei miei sogni e non ancora ben cosciente dell’inizio di un nuovo giorno. Ripensandoci  provo un po’ di dispiacere per non aver ascoltato con attenzione quei racconti e  storielle che inventava sul momento.  In effetti alcune mi sembravano un po’ stupide e allora fingevo di non trovarle divertenti anche se altre erano davvero spassose.  Ricordo che talvolta pur di non dargli soddisfazione, nascondevo le risate dietro qualche grugnito, ma davvero mi divertivano quelle creazioni di getto in un orario improbabile  mattutino in cui la mente è ancora totalmente disattiva (perlomeno la mia). Ma lui invece appena apriva gli occhi era già simpatico,  davvero forte mio papà.

Tra l’altro oggi,  il 2° mesiversario della sua morte, se n’è andato Lucio Dalla un grande della musica italiana bolognese.  Ammetto di non essere mai stata una sua grande fun ma sono sicura che se papà fosse ancora qui, ci sarebbe rimasto male. Era una persona mite e simpatica e papà lo incontrava spesso quando andava a  messa la  domenica nella basilica di Santo Stefano di Bologna.  Ora si potranno rivedere e continuare a canticchiare insieme.

Voglio dedicare a papà una canzone di Dalla che gli piaceva tanto sperando che mi stia ascoltando. “Caro amico ti scrivo, così mi distraggo un po’, e siccome sei molto lontano più forte ti scriverò”

http://www.youtube.com/watch?v=a406QzsHVmA

Un caro saluto a tutti

Valeria

PS  Anche a me Dalla ricorda la nostra venuta a Bologna, oltre ai motivi legati ad Alessandro io avevo davvero voglia di una città più piccola, che si potesse percorrere a piedi o in bicicletta. E adesso che ci vivo ormai da cinque anni devo proprio dar ragione a  Lucio quando diceva “che a bologna non si perde neanche un bambino….”

http://www.youtube.com/watch?v=jSQ_ovNRIec&feature=related

Vi abbraccio sperando che abbiate come me e Luca finito di spazzare la neve… tentando di ripartire.

Mariangela

8 commenti

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8 risposte a “Caro amico ti scrivo…due mesi dopo

  1. rosaria

    Carissime,non ci conosciamo,sono Rosaria una cugina di Alessandro,abito in Sardegna .Siete veramente speciali cosi come lo era lui!Se vi venisse la voglia di venire ……..sono qui!!!UN abbraccio

  2. Luca

    Carissime,
    proviamo a capovolgere le cose.
    Ce l’abbiamo messa tutta, ma proprio tutta, per volerci bene, in qualche momento per sopportarci, per farci andar bene i difetti degli altri, per godere insieme delle cose che sembravano più banali, degli scherzi non riusciti, delle assenze per lavoro, delle incomprensioni piû prevedibili e di quelle inspiegabili. In certi momenti, uno sforzo enorme. Però ci siamo voluti bene e in tanti momenti c’è stato un vero straripare di amore. Nessun rimpianto, insomma.
    Ancora… Adesso una nostalgia terribile, una mancanza assoluta ed è bello che sia così. Ci mancherebbe altro. Non c’e n’è altri come lui, fosse sollo …per tutti i difetti che Alessandro aveva no? E’ bello (per modo di dire) vivere con questo buco dentro, questo pianto sempre in agguato, questa roba per cui se vedi una fotografia ti dici che “no, non è possibile”.
    Mariangela, la neve è ancora su, ma per me, quest’epoca, è quella della chiamata di Ale. Era per il Libertrophy, magari, ma ancora di più per qualche progetto di cui si voleva parlare. Conta poco che di cento che ne abbiamo dette, ne abbiamo fatte 10. Ma il bello era più sperare che realizzare.
    Ora sta a noi andare oltre, sperare qualcosa in più di quello che avremmo sperato insieme. Fare qualcosa ancora in più di quello che avremmo potuto immaginare insieme.
    Vediamo se ci riusciamo.

  3. Nicoletta Dati

    Ciao a tutte e tre
    sono Nicoletta, scrivo da Pietrasanta e sono una vecchia amica del babbo.
    Volevo solo mandarvi un abbraccio forte e dirvi che Alessandro manca anche a me.
    Se passate da queste parti mi piacerebbe prendere un caffè con voi in piazza come facevamo col babbo.
    Un bacio Nicoletta

  4. Elena T

    Valeria, mi ricordo come se fosse ieri una mattina al Negri di tanti anni fa. Alessandro è arrivato al lavoro tutto galvanizzato perchè vi aveva portato a scuola e aveva appena inventato il guidatore di scuolabus pazzo!
    Mi ha raccontato che vi ha sballotato in auto per le via di Arese e credo si fosse anche fatto un piccolo taglio al dito nella confusione di sterzi e controsterzi….e ha cominciato la giornata toccando il cielo con un dito perchè voi due avete riso come delle pazze.
    Un bacio
    Elena

  5. enrica

    vale, apri le braccia perchè sto abbracciando lo schermo:) la tua ricetta d biscotti al cocco viene con me ogni giorno nella borsa del lavoro…è un sorriso che salta fuori ogni mattina sulla scrivania. perchè è quello che siete tu e tutta la liber crew. voi quattro siete sorriso e continuate a esserlo quotidianamente…un ottimo antidoto contro i miei grugniti 🙂 un abbraccio a te, wonder vale, uno alla wonder eli e uno alla wonder mum 🙂

  6. fulvia

    cara valeria, sono una delle tante amiche di papà.e un pochino anche della tua mamma..ci vedevamo con lei di più..quando elisa e la mia giulia erano piccolissime..ho tre figli, giulia,di 24 anni e emilio e duccio,gemelli , di 20..
    quello che hai scritto di papà e dei tuoi momenti ..”in pieno dormiveglia” con lui mi ha molto commosso..perchè penso a come è strana la vita, tra genitori e figli..nei momenti buoni, come in quelli di scontro..cerchiamo di essere per loro riferimenti solidi..ma spesso con la sensazione di non riuscirci davvero..di questo a volte parlavamo, con papà..ognuno aveva i suoi bei dubbi sul proprio operato..e ,si sa, non c’è mai niente di perfetto..ma io mi riterrò molto fortunata se i miei ragazzi potranno ricordare di me, nel futuro, le cose splendide che voi vi portate dentro di Alessandro!!un abbraccio forte Valeria, a te, e a Elisa!
    un bacio alla mamma- fulvia

  7. Elisa Sicola

    Cara Valeria,
    anche io, come chi mi ha preceduto nello scrivere oggi, continuo a provare rimpianto per non aver apprezzato abbastanza la ricchezza che i genitori (e persino i nonni!!) volevano trasmettermi. Senza stare a fare retorica, dobbiamo purtroppo rassegnarci all’idea che il tempo in cui qualcosa accade non sempre, anzi quasi mai, ci trova preparati. Così continuiamo a dirci “ah se avessi ascoltato……eh sì se lo fossi andato a trovare più spesso……..che sciocca che sono stata a fare finta che non mi interessasse ciò che mi diceva…” però è così che siamo e quello che abbiamo fatto finta di non sentire, che non abbiamo apprezzato, in realtà ci è talmente dentro che è un tesoro da esplorare. Credo che con questo tesoro abbiamo tanti spunti, altre chiavi di lettura dei sentimenti che proviamo e di quanto ci accade. Anche a me capita di vedere e pensare ad Alessandro nei posti più impensati, persino nei tratti di alcune persone che me lo ricordano. Come ben dice Francesco (che non conosco) Alessandro è dentro tutti noi, non è sparito ed è certo che adesso canta con Lucio, in serenità ed allegria, come al risveglio, di mattina.
    Ti abbraccio
    PS Cara Mariangela, hai seguito il mio consiglio? Se sì stamattina facevamo la stessa cosa.
    Un bacio
    Elisa S

  8. Francesco

    Cara Valeria,
    non ci conosciamo – cioè, ci siamo visti di sfuggita qualche volta… comunque io sono uno dei tanti amici di tuo padre, che continua a essere onnipresente nelle nostre vite. La settimana scorsa ero a Roma a un convegno. C’erano un sacco di suoi amici, e sullo schermo dove i relatori proiettavano le loro diapositive sono comparse più volte sue foto giganti, inclusa questa del blog, con la maglia di Zanetti. Sono stati momenti di grande commozione, sia per me sia per i suoi amici che avevo seduti vicino, soprattutto per la sorpresa di constatare la sua assenza, di cui non mi sono ancora reso conto del tutto. Quando sono sovrappensiero lo cerco con gli occhi nella hall affollata di un coffee break, ai congressi e ai corsi.
    Anche io, come te, ho provato un senso di rimpianto ripensando alle storie e agli aneddoti che mi raccontava mio padre, rimproverandomi di non averle ascoltate con più attenzione, di non avere vissuto più intensamente i momenti in cui era ancora vivo. Fa parte della natura umana rendersi conto di cosa hai perso quando non ce l’hai più. Ma io credo che Alessandro ce l’abbiamo ancora: non è sparito, si è piuttosto frammentato in tanti pezzetti dentro ciascuno di noi. Io sento il mio, molto vivo, e vedo chiaramente quello degli altri, nelle parole e nei gesti di tanti amici.

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