E’ già passato un mese

Stamattina al risveglio Alessandro sarebbe stato preso da quella irrefrenabile allegria e eccitazione – un pò da bimbo – che gli dava la neve…  anche in città, quando non è bagnata e appiccicosa ma quando “attacca” e, come oggi, ricopre tutto fino a non capire più i confini delle cose, contornata da un silenzio un po’ surreale.  

Ecco stamattina Bologna era così e sono sicura che si sarebbe divertito come un matto a togliere la neve dalla macchina anche se impresa impossibile, a voler avventurarsi verso il lavoro in un giorno in cui anche gli autobus e i taxi sono fermi, a fare foto su foto con il cellulare e palle di neve con Valeria, con me che gli strillavo dietro perché non era coperto abbastanza e i bianchi erano bassi…

Cercavo di ricordare tutto questo mentre percorrevo quel piccolo tratto di strada  che mi porta in ospedale e pensavo anche a quella notte di una nevicata storica a Milano (forse ’85) – fidanzati da non più di 2 giorni – passata a fare a palle di neve in piazza Castelli sotto la sua casa di allora.

Poi la giornata è passata tra il lavoro, Elisa che ha tentato l’impresa impossibile di raggiungere la stazione perché doveva assolutamente rientrare a Milano, qualche amico che mi ha mandato un sms con un abbraccio o un pensiero sul mese che era passato. Ma insieme a questo anche folate di malinconia fortissima e di senso di vuoto proprio come appariva stasera al rientro la nostra via Argelati.  

Volevo condividere con voi questi miei pensieri forse un po’ tristi ma anche sentirvi e riprendere a scriverci qualcosa di semplice, quotidiano, allegro e, perché no, anche ottimista. Perché non voglio che ci dimentichiamo del suo spirito e del suo sorriso e forse il blog può essere anche questo.

Rileggo in questi giorni tante cose che Alessandro  ha scritto e alle quali forse non avevo mai dato lo stesso valore di ora.  Come il capitolo di un bel libro che vi segnalo “La realtà al congiuntivo” a cura di Cristina Malvi (Franco Angeli Editori). Il congiuntivo, sta scritto, è il modo verbale che esprime il dubbio ma anche la speranza. Il capitolo di Alessandro “Il paziente impaziente” è splendido nel modo di raccontare la sua storia di malattia e il percorso di cura, dove  l’incertezza è sempre strettamente connessa con la speranza di una via d’uscita, di un modo per far meglio non tanto per il singolo ma per l’ intera comunità.

Vi abbraccio e …come direbbe Alessandro…non siate timidi nel lasciare un commento.

Mariangela

24 commenti

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24 risposte a “E’ già passato un mese

  1. Giulio

    Richard Smith, che molti di noi credo abbiano incontrato ed ascoltato soprattutto grazie ad Alessandro, ha sul British Medical Journal un blog caratterizzato dalla sua inconfondibile e provocatoria verve, un po’ come nello stile di Alex. Vi segnalo questo pezzo – con esortazione inclusa – sui cambiamenti climatici.

    http://blogs.bmj.com/bmj/2012/02/07/richard-smith-an-open-letter-to-creative-friends/ utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+bmj%2Fblogs+%28Latest+BMJ+blogs%29&ga=w_blogs_bmj-com

  2. Gianni

    E’ già passato un anno

    All’inizio di febbraio del 2011 Alessandro era venuto a Torino, accettando con entusiasmo un mio invito, per partecipare ad una riunione di poche persone (il preside di Medicina, la direzione generale dell’ospedale e alcuni primari e docenti) interessate a conoscere l’esperienza che aveva costruito in Emilia Romagna sulla ricerca finanziata da Regione e Università. Ero andato a prenderlo al treno nel primo pomeriggio, abbiamo mangiato un panino e poi, senza neanche troppo ritardo, siamo andati all’incontro. Al suo arrivo il preside lo ha molto ringraziato e gli ha chiesto di potergli rimborsare almeno il biglietto del treno, cosa che Alessandro ha accettato solo dopo ripetute richieste, lasciando alla segretaria la copia stampata del biglietto. Poi è iniziata la riunione e la sua presentazione delle cose realizzate in ER sulla ricerca aveva colpito tutti. Dopo era seguita una lunga, interessante e vivace discussione. Ovviamente si era fatto molto tardi per il treno del ritorno e, dopo aver considerato che era quasi impossibile arrivare in tempo in stazione se lo avessi riaccompagnato io, aveva deciso di provarci saltando sul primo taxi davanti all’ospedale. Solo che non aveva più con se il biglietto del ritorno perché lasciato alla segretaria del preside… Mentre correva verso il taxi gli ho detto che avrei provato a cercare io il suo biglietto, cosa tutt’altro che facile: segretaria già uscita dall’ospedale, trovata con il cellulare ma senza biglietto, ufficio chiuso a chiave, ….. Dopo un inseguimento di circa mezz’ora sono riuscito a recuperare il codice e l’ho inviato sul cellulare di Alessandro, che, serafico, mi ha risposto che era riuscito per un pelo a salire sul treno e stava aspettando fiducioso.
    Forse perché è passato un anno, ma mi è tornato in mente proprio oggi questo piccolo ricordo che non volevo andasse perduto perché racchiude molte cose tipiche di Alessandro: la grande generosità e disponibilità ad accettare inviti, la passione nelle discussioni, le immancabili corse disperate per salire su un treno… e una buona dose di ottimismo.
    Un abbraccio
    Gianni

  3. Isa

    Una poesia, un pensiero per Alessandro, a un mese dalla sua morte. Mariangela, mi è molto piaciuto quello che hai scritto.

    ANIME MORTE

    Guardo voi
    che alla gravità ancora obbedite.
    Mi dispero
    dell’esser trasparente
    a occhi sorridenti e sani,
    muto
    a orecchi indifferenti e vivi.
    Grido
    la mia lontananza
    all’eternità che non vi tange
    e vi accarezzo il cuore,
    nelle notti buie.
    Sfioro la terra bruna
    e rossa
    di foglie morte.
    Vibro d’amore puro:
    non dimenticatemi.

  4. stefano

    Ciao Mariangela, ciao Elisa e Valeria, ciao tutti,
    oggi a Milano nevicava col sole ma i fiocchi non scendevano giù secondo natura, ma galleggiavano nell’aria. Sembravano non sapere dove andare, come se rimanere a galla fosse l’unica cosa possibile e il peso specifico insufficiente a portarle a terra. Oggi non so con chi commentare l’ennesima ridicola partita dell’Inter di quest’anno e così credo che ci saremmo divertiti a immaginare giocatori e nonno nanni condannati dal presidente a prendere pale e picconi per liberare Roma dalla neve (forse è meglio mandarli a Sora…).
    Mi è venuto anche in mente che dovremmo forse parlare di qualcosa di concreto da fare per ricordare Ale (oltre alla special edition del Libertrophy per cui aspettiamo istruzioni): ho letto tanti splendidi ricordi di lui, anche internazionali, e magari potremmo farci venire qualche idea.
    Un abbraccio da tutti noi.
    Stefano et al.

  5. Antonio

    Care Mariangela, Eli e Vale,
    inutile aggiungere quanto anche io abbia pensato ad Ale nel mese passato. Nella strada per raggiungere il suo ufficio, in una Bologna coperta di neve, mi sono visto infilare goffamente il mio piede nell’impronta più grande di un passo sicuro, più deciso e convinto del mio. Anche li mi veniva da sorridere e pensare ad Ale.
    Un abbraccio

  6. silvana

    Grazie, Mariangela per quello che hai scritto.
    Nelle mie tante occasioni di incontro con Ale, mi è mancata l’esperienza comune della neve, ma tu sei riuscita a farmela provare: ho visto Alessandro togliere la neve dalla macchina, e soprattutto l’ho visto ridere di gusto mentre fa a pallate con te e Valeria.
    Non ho altre parole.
    Un abbraccio a te e le ragazze. Siete delle cosi belle persone.
    Silvana

  7. Elisa Sicola

    IL GATTO IN UN APPARTAMENTO VUOTO
    Cara Mariangela, ho appreso ora che Wisława Szymborska si è spenta a Cracovia in questi giorni. Abbiamo letto insieme delle sue poesia ed ho pensato di condividere con te questa che ha scritto quando è morto il suo compagno. L’avrai sicuramente già letta……..
    Un bacio
    eli
    IL GATTO IN UN APPARTAMENTO VUOTO
    Morire – questo a un gatto non si fa.

    Perché cosa può fare il gatto in un appartamento vuoto?

    Arrampicarsi sulle pareti.

    Strofinarsi tra i mobili.

    Qui niente sembra cambiato,
 eppure tutto è mutato.

    Niente sembra spostato,
 eppure tutto è fuori posto.

    E la sera la lampada non brilla più.
    
Si sentono passi sulle scale,
 ma non sono quelli.

    Anche la mano che mette il pesce nel piattino

    non è quella di prima.
    Qualcosa qui non comincia
 alla sua solita ora.

    Qualcosa qui non accade
 come dovrebbe.

    Qui c’era qualcuno, c’era,
    e poi d’un tratto è scomparso,

    e si ostina a non esserci.

    In ogni armadio si è guardato.

    Sui ripiani è corso.

    Sotto il tappeto si è controllato.

    Si è perfino infranto il divieto

    di sparpagliare le carte.

    Cos’altro si può fare.

    Aspettare e dormire.

    • Mariangela

      Cara Elisa, ricordo bene qundo nella tua casa di Asciano leggevamo le poesie, un bel po’ di tempo fa, e cercavamo di consolarci in un momento per entrambe di turbolenze di cuore. Ricordo più tardi di aver comprato della Szymborska “La gioia di scrivere, tutte le poesie 1945-2009)” di Adelphi. Il segnalibro è ancora fermo su una che ho letto ad Ale non molto tempo fa e che si chiama Elegia di viaggio, e una orecchia è anche a pag 45 e che inizia così:
      “Nulla due volte accade
      nè accadrà. Per tale ragione
      si nasce senza esperienza
      si muore senza assuefazione.”
      Non ho l’affinità che hai tu con i gatti ma mi immedesimo in quel “Qui nulla sembra cambiato ma tutto è mutato…”
      Comunque qui siamo sempre più sommersi dalla neve, in buona compagnia sento, con mezza Italia Roma compresa.
      Un bacio Mari

  8. Elisa Sicola

    Il 31 gennaio scrivevo questo a Mariangela via Skype (credo non l’abbia letto….):
    ” Grazie carissima delle segnalazioni che ho trovato sul blog. non so se sono imbranata io ma non sono riuscita a postare il commento sul blog ed allora lo mando a te. Ho letto e riletto articoli e ricordi, visto foto e video, ascoltato interviste. Ho scoperto ed apprezzato aspetti di Alessandro che, mi rendo conto, conoscevo assai poco. un caldo abbraccio in una fredda serata in particolare a te ma anche ad Elisa e Valeria”
    Ecco: se mai ne avessi ancora bisogno, è chiaro che sono una vera imbranata con il blog. Allora ci riprovo. Anch’io spesso lo apro, riguardo, assaporo, sento questi legami che Ale ha creato nella sua galassia di amici. molto spesso mi immagino i visi perchè penso di non conoscere i frequentatori del blog o forse non associo visi e nomi (molto più probabile). Anche per me i ricordi delle corse con le carrozzine sul lungomare di viserbella o le docce ed i bagni in mare con i ragazzi sono riaffiorati ridandomi il calore di ricordi densi di freschezza. Si sono bene situati accanto agli aggiornamenti più recenti del mio rapporto con “Sandro il Rosso” così ora mi accompagna nelle esperienze lavorative, nelle riflessioni sulla vita pubblica, sulla politica e sull’etica personale e professionale (non sono appassionata di calcio….). Quello che mi ha dato con questo blog è molto. Ed ora la cara Mari ci riaggancia con il suo inconfondibile stile, caldo e pieno di affetto. Qui nel pisano le avventure legate al meteo sono le seguenti: prima il terremoto (che ho avuto il piacere di condividere con due ospiti danesi terrorizzate) poi il vento forte (che ha fatto cadere alberi e tegole del tetto in piena notte) quindi l’interruzione di energia elettrica per 24 ore (= no acqua, no riscaldamento…..) adesso, non so perchè, siamo senz’acqua e non si riesce a parlare con l’operatore “momentaneamente occupato”. Tutto ciò però mi ha dato un sottile piacere, un gusto un pò retrò di ritorno a ritmi naturali. Un abbraccio a tutti
    Elisa S.

  9. L

    che bella lettura, sono arrivato qui un pò per caso, e è un ora che leggo
    L

  10. cristina L

    Nonostante la stanchezza di una giornata strasvolgente ed intensa, come mi hai raccontato, sei ancora una volta riuscita a trasmettermi ed a farmi condividere quelle particolari sensazioni che mi accompagnano in ogni minuto della mia giornata…: dal senso di vuoto repentino ed avviluppante che mi prende nel momento che la frenesia della mia giornata si attenua un pò, al ricordo di tanti episodi della nostra vita che riesce a farmi tornare un pò il torriso e ad allontanare temporaneamente la tristezza…lasciando il posto ad una più piacevole sensazione di nostalgia…! Grazie….Cris
    p.s.Per Vanna: mi mandi la tua mail? Ricordati che ti aspetto a Forte!!!

  11. Giulio

    Cara Mariangela e cari tutti

    proprio ieri sera, aspettando di trasferire mio figlio nel suo lettino (ha ancora la brutta abitudine di addormentarsi nel lettone – scherzo, non ha neanche sei anni) mi è capitato di vedere un’intervista di Alessandro su youtube (a cura del Pensiero Scientifico: http://www.youtube.com/watch?v=hob-czvLJOc). Devo confessare che la gioia di vederlo ed ascoltarlo in quel momento ha superato la tristezza di saperlo altrove. E non ho potuto fare a meno di sorridere leggendo nel suo sguardo le battute che, nella veste un po’ ufficiale dell’intervistato, non poteva fare ma che tra amici penso che avrebbe fatto volentieri. Ho rivisto l’ampiezza di vedute, l’equilibrio, il riconoscere l’importanza di ogni singola componente nelle varie situazioni, l’importanza di esplicitare (non nascondere) la loro articolazione e complessità, l’importanza della partecipazione e dell’inclusione, di considerare il punto di vista degli altri. Tutte doti veramente rare. Il presidente Monti, persona generalmente attenta ed equilibrata nei propri giudizi, ieri ha fatto una battuta sulla noia del posto fisso apparsa infelice ai più; al di la di essere d’accordo o meno, si tratta di un giudizio di valore e le polemiche che sono seguite erano ampiamente prevedibili. Alessandro non avrebbe mai fatto un errore del genere.
    Conoscerlo è stata una fortuna ed è, pur nella tristezza, anche questo un motivo di gioia. Così come è un motivo di gioia pensare a quanto Alessandro è stato in grado di seminare

    Un abbraccio, Giulio

  12. sara

    Ciao ragazze Lib, non nego la mia difficoltà a rimettermi in pista sul blog pur avendo avuto cura tutte le sere prima di andare a letto di vedere se qualcosa di nuovo compariva. Quasi nulla, silenzio come quello della neve, e proprio la neve, nel momento giusto, ha pensato con il suo silenzio a romperne un’altro. Grazie Mariangela per le tue parole che ricordano con delicatezza, che suscitano sorrisi anche nella nostalgia.
    Non è passato giorno in questo mese lungo come un anno in cui Ale non mi abbia accompagnato nel pensiero: i miei ricordi più cari risalgono ai tempi dell’università e dei primi anni dopo la laurea, Ale mi appartiene per quel pezzo di vita, e che anni a ripensarci! Poi ci siamo un po’ persi per strada, ma solo fisicamente.
    Ricordi di viaggi in moto improbabili, di attese infinite sotto la stazione di Praga in un gelido 31 dicembre 1975 ( ricordi Mari?) di corse con carrozzelle sul lungomare di Viserbella ………..so che per molti che scrivono e che hanno il ricordo di Ale di questi ultimi 20 che mi sono un po’ persa, tutto questo può assomigliare ad un vecchio amarcord, ma per me è così. Mi piace ricordarlo e pensarlo così, e nonostante tutto è un ricordo dolce che mi trova a volte con il sorriso sulle labbra con la consapevolezza dell’unicità di quei momenti che sono stati i nostri 20 anni, con l’augurio ai nostri figli che i loro 20 anni possano essere altrettanto “indimenticabili”.
    P.S. Eli poi, come promesso, te le racconto tutte per filo e per segno! Ti aspetto

  13. Laura

    Carissime e cari tutti,
    riflettevo su cosa mi ha lasciato Ale (un sacco di lavoro in più!) ma anche posibilità di stringere rapporti più stretti con le meravigliose persone che lo hanno seguito negli anni, cito Vanna per tutti. E’ un gran regalo e gli sono grata. Alessandro sta tirando fuori la parte migliore di noi che, pur consapevoli della propria inadeguatezza (almeno io della mia) stiamo provando a rimboccarci le maniche e, come dice Luca, spalare un pò di neve.
    Mariangela, Valeria ed Elisa dovete veramente essere orgogliose di lui e provare a sorridere come sicuramente Ale avrebbe fatto di questo circo Barnum che noi siamo e che voi avete in qualche modo ereditato
    un bacio
    Laura

  14. Viviana

    Ho saputo con un po’ di anticipo che avrebbe postato qualcosa per ricordare l’anniversario, ne abbiamo parlato proprio ieri in ufficio, e io ho detto che avrei risposto.
    Così eccomi, davanti al video a leggere il blog, forzatamente bloccata da un nevicata che anche a me ricorda moltissimo quella dell ’85. La neve è stana è strano il rumore del suo silenzio, è irreale. Sembra leggera quando la devi spalare ma poi la senti, dopo…
    Strano anche questo anniversario, con una stramba partita dell’Inter sotto la neve che ci ha fatto venire il mal di stomaco, non solo a noi qui, ma anche a chi occupa un posto speciale in una tribuna d’onore molto particolare, le ho già raccontato la mia teoria, ricorda.
    Un abbraccio.
    A domani, in ogni modo arrivo.
    Viviana

  15. marina

    Non ho mai amato particolarmente gli anniversari, non per altro ma perchè li dimentico. Qualcuno commentando l'”ingiustiza” della scomparsa di Alessandro, diceva che era difficile farsi una ragione del fatto che improvvisamente tutto scompare, tutto finisce. Mi sono ribellata a questo pensiero e la reazione è stata l’inverso, fare, fare, cercare di alimentare tutte le energie possibili per continuare a costruire su quelle basi forti che Alessandro ci ha lasciato. Non è sempre facile, il pensiero di lui è quotidiano e il carico delle sue cose molto più pesante senza di lui. La sua assenza pesa come un macigno per quanta forza stiamo comunque cercando di recuperare ovunque possibile.
    Ho già segnalato a Mariangela un film recente che mi è rimasto dentro “Dove andremo a finire?” di Nadine Labakiil. Secondo me è un piccolo capolavoro, le tre splendide donne liberati non dovrebbero perderlo, fa piangere (almeno me…. ma è facile) per l’intensità emotiva, ma la combinzazione perfetta di commedia e tragedia mi fa tanto pensare a come abbiamo cercato in questi mesi, e soprattutto come ha cercato Alessandro, di trasformare in commedia una vera tragedia.
    un abbraccio forte

  16. bib

    E’ passato un mese e chissà forse volevi farti sentire mandandoci due terremoti e una nevicata che come ricordava Mariangela assomiglia molto a quella dell’85. Se pensavi che ci fossimo dimenticati di te ti sbagli, non passa giorno che …Alessandro ha detto…Alessando ha fatto…, mai usato il passato.
    Adesso però portaci un pò di sole!
    Vanna

  17. Elena T

    Vorrei istituire il quinto elemento, la neve.
    Potente quanto gli altri nel rievocare stati e paesaggi dell’animo altrimenti inesplorato o poco frequentati soprattutto quando si diventa grandi.
    La neve ha avvolto mio fratello Giovanni il 2 Gennaio 1999. Sciatore provetto è stato l’unico di una piccola “spedizione” a rimanere sotto una slavina austriaca. Da quel momento la neve è malinconica per me.
    Mi ricordo che Alessandro non sapeva da che parte prendere la mia disperazione di allora.
    Non mi sono mai preoccupata per i morti, ma ho sempre avuto il terrore di vedere il dolore di quelli che rimangono.
    Ed è una dolce consolazione Mari sentire che tu la chiami nostalgia.
    Ed è ancora più dolce sentire raccontare pezzi della vostra storia insieme, mia madre lo faceva raccontandomi sdraiata sul lettone la storia di un fratello che non ho mai conosciuto e mi diceva sempre che questo per lei era la vita eterna!
    Un abbraccio
    Elena (e i suoi molti fratelli)

  18. roberto satolli

    Anche noi ieri abbiamo pensato ad Alessandro e a voi, e anche oggi. Per la verita’ e’ raro che passi un giorno senza pensarci.
    E anche a me la neve mette soprattutto allegria. Domenica scorsa con Giulia e Davis (il ragazzo americano che stiamo ospitando per qualche mese) ci eravamo alzati alle 5 e meza per andare col CAI a camminare nella neve, del cui contatto sentivamo il bisogno. E ora la corrente siberiana ce l’ha portata in citta’, e dalla mia finestra di via Ampere vedo un paesaggio fiabesco.
    Un abbraccio, Rob

  19. Luca

    Ci vorrebbe un po’ di timidezza, a dire il vero. Soprattutto dopo una giornata strana come questo mercoledi’ di un’Italia mezza ferma e di una serata di sofferenza “domenicale” con Beneamata e Magggica a farci distruggere le pellicine delle dita.
    E’ trascorso un mese come fosse stato un anno. Trenta giorni per ricostruirne diecimila o quanti ognuno ne ha vissuti insieme, a minore o maggiore distanza, ad Alessandro. Una cosi’ intensa sofferenza, o una talmente radicale mancanza, puo’ giungere dallo smarrimento di un legame vissuto -sopravvissuto?- alla doppia complicita’ di amicizia e lavoro condiviso. Ripartire e’ parecchio complicato; personalmente, ho impiegato ore, giorni a ricostruire un anno a partire dalle cose lette e ascoltate, finendo per tornare cento volte a riguardare i post degli smidollati e tutti gli sms scambiati con Ale che -non saprei dire perche’- ho raramente cancellato; vado cercando occasioni per vedere -o almeno intravedere, sentire…- amici comuni confidando di poter raccogliere un po’ di forze. Ancora una volta Mariangela e’ la piu’ forte; ciascuno leggera’ cio’ che trovera’ o riuscira’ nelle righe che M ci ha regalato oggi, e nella foto. Per forza, o per tigna, passato un mese, da parte mia cerchero’ di fare quel che avrebbe fatto Ale: togliere la neve dalla macchina, provarci almeno a mettere di nuovo in moto. Ah, se riparto vi avverto eh 😉

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