In attesa di domani…

Cari amici,

grazie per le parole che leggo da oggi pomeriggio sul blog, davvero riescono a lenire un poco il dolore.

Vorrei dirvi poche parole in preparazione del grande e ultimo incontro che avremo domani in Santo Stefano (tutti fuori dalla Giuseppa ma sempre tenendoci per mano) in occasione del funerale di Alessandro.

Io sento di essere il suo testimone e di aver raccolto i suoi desideri anche quelli non espressi. E’ per questo che sono sicura che lui vorrebbe che il suo funerale fosse un po’ come una anticipazione di quella edizione speciale del Libertrophy a cui accennava nella lettera. Perciò mi raccomando, niente lutto, colori vivaci e grande occasione di incontro e saluto con tante persone che magari non si vedono da tempo.

Io ovviamente non potrò cucinare per tutti, la mia massima capienza è di 85-90 persone, ma domani ce ne saranno molte di più. Inoltre dopo la cerimonia dovrò fuggire in fretta con le mie bimbe per accompagnare Alessandro nel piccolo cimitero di Montignoso vicino a Forte dei Marmi.  

Non potrò perciò salutarvi tutti e non vogliatemene per questo, sarò felice di sentirvi nei prossimi giorni con calma. Vorrei però che davvero per tutti voi fosse una occasione per stare un po’ insieme e ricordare Alessandro.

Vi allego alcuni link che parlano di lui, grazie in particolare Luca che hai scritto un pezzo meraviglioso.

Abbiamo anche allegato, in fondo alla lettera di Alessandro, la versione inglese, che Arpita e Roberto hanno tradotto per noi.

A mercoledì, alle 10.30

Mariangela

http://dottprof.com/2012/01/leleganza-della-ragione/#.TwINE4-7-fw.facebook
http://www.ilrestodelcarlino.it/modena/cronaca/2012/01/02/646156-morto_professor_alessandro_liberati.shtml
http://www.linformazione.com/2012/01/e-morto-il-professor-alessandro-liberati-cordoglio-di-lusenti-una-grande-eredita/
http://www.quotidianosanita.it/cronache/articolo.php?articolo_id=6803
http://www.thecochranelibrary.com/details/editorial/1431131/Need-to-re-align-patient-oriented-and-commercial-and-academic-research.html
http://www.saluter.it/news/regione/la-scomparsa-prematura-di-alessandro-liberati
http://www.modena2000.it/2012/01/02/la-scomparsa-del-prof-alessandro-liberati-il-cordoglio-dellassessore-alle-politiche-per-la-salute-lusenti/
http://www.modenatoday.it/cronaca/alessandro-liberati-morte.html

14 commenti

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14 risposte a “In attesa di domani…

  1. Loredana Antonini

    Ho conosciuto Alessandro anni fà grazie ad un mio ex compagno.
    Poi la vita cambia e ti allontana da persone tenere e speciali come era lui.
    Leggere su un settimanale della sua scomparsa mi ha veramete lasciato senza fiato.
    Mi rimane un bel ricordo di lui e una bottiglia di rosso antico del suo 50 compleanno.
    Caro Alessandro ti ricorderò sempre con infinito affetto
    Loredana Antonini

  2. Simona

    Ho cercato di fare il possibile per essere oggi a bologna per salutare Alessandro…lo farò da Roma, dove ho avuto la possibilità di conoscere un prof. Liberati in versione cuoco, a casa di amici, simpatico, chiacchierone,ironico, con una rara carica umana. Sono incontri speciali, lo so bene, da conservare con cura. Abbraccio la sua famiglia, Mariangela e le sue figlie

  3. Marina Nissim

    Carissima Mariangela,
    Non posso essere con voi oggi a salutare insieme il caro Alessandro. Ma il suo ricordo si fa sempre piú vivo in me e spero presto di poterti venire a trovare per condividere questo ricordo e per riallacciare la nostra vecchia amicizia. Ti abbraccio forte, abbraccio Elisa e Valeria, ma soprattutto abbraccio Alessandro che ho potuto conoscere di nuovo grazie a questo bellissimo blog. E comunque ci saró al prossimo Libertrophy.

  4. passavo di qui

    neanche a me piacciono

  5. Nicola Mag

    Così a caldo è molto difficile superare gli ultimi giorni faticosi e tristi e forse anche le ultime settimane così dolorose e impegnative.
    Dietro la tristezza e il dolore c’è comunque un fiume in piena di pensieri (belli e alti) e progetti (per cambiare qualcosa in meglio) ma anche di momenti (divertenti e appassionanti) frutto del tempo passato assieme nei modi più divertenti, intelligenti e strambi:
    – mi vengono in mente alcune tue mancate partenze per smarrimento documenti (di solito la carta di identità quando la destinazione era europea ma anche il passaporto anche l’ultima volta che siamo stati in Canada) che creavano quindi una situazione di partecipazione emotiva e di contatti ripetuti tra molti/alcuni che condivano i viaggi di un sapore particolare … che non era mai quello dell’emergenza e della preoccupazione ma dello stiamo allezusammen e anche intanto ci facciamo nel mentre anche qualcos’altro (c’era sempre il piano B da tirare fuori).
    – C’era poi il tempo-infinito (nel senso che non si finiva mai) o un tempo-senza-tempo della preparazione della riunione o del documento-da-abbozzare-almeno-come-draft oppure piu spesso la presentazione in ppt, sempre da ultimare e migliorare fino all’ultimo minuto anzi di solito tutta la notte prima che come al solito serviva per non dormire… un’altra cosa che mi viene in mente ora con grande affetto è che tu se non eri un vero insonne … nel senso che verso le due o le tre a diapo quasi finite (che andavano comunque ritoccate a colazione) se ci si decideva di andare a dormire tu dormivi anche beatamente senza grandi sfasature cosi come al mattino occorreva ripartire con sveglie faticosamente sentite o improvvisamente spente … e ci si divertiva così sempre molto sia per l’impegno sia per la motivazione ma anche per gli scherzi e le risate con cui ripeto condivi sempre il tutto …
    – un’altra cosa che ci ha allietato erano le tue definizioni dei sosia con cui eravamo in riunione o che stavamo incontrando … spesso veramente fantastiche e surreali … per cui ci si poteva ritrovare in riunioni molto serie e impegnative che diventavano popolate di fantastici sosia che andavano da generali russi a imperatori romani da attori/attorucoli a incredibili personaggi di fumetti tipo shrek o l’incredibile Hulk (per i nostri piu agguerriti oppositori) … e dovevamo quindi stare ben attenti a non fare gaffes chiamandoli coi nomi dei sosia …
    – Cosi come ricordo a volte in taxi inglesi in compagnia di vari ricercatori e colleghi stranieri (mai chiamato nessuno sul serio professore o scientist o altro) o piu spesso scanzonati e informali Cochranisti ma a volte anche noti o notissimi docenti quandi ti lanciavi in commenti multilingue che di solito finivano in grandi risate (grazie a te e alle tue prese in giro di qualcuno a cominciare dal burbero tassista o da un aggressivo personaggio incontrato in coda) che continuavano poi come richiami nei giorni successivi tra un ascensore e l’altro … era in questo modo che accettavamo sempre di buon grado di fare i viaggi piu lunghi e complicati con orari ancora più assurdi …
    – cosi come il ricordo del tuo aver perso la moto parcheggiata sotto casa dell’amico a Milano e altre analoghe vicende … ti rendevano particolarmente simpatico anche per il modo con cui vivevi queste disavventure … molto serafico e distaccato anzi sorridente e quasi compiaciuto …
    – mi viene in mente (e non so bene perché) anche la preparazione dei Master a Modena (EBM prima e poi governance della ricerca clinica) in questi ultimi 10 anni. Sempre coinvolgente e avvincente dal punto di vista intellettuale ma quasi un viaggetto assieme (una tua parola della lettera) ogni volta: riunioni che a parte i ritardi di inizio duravano ben oltre le due ore previste (diventavano spesso di una mezza giornata) ed ogni volta si rimettevano in discussione anche le cose piu consolidate … mai ripetere la stessa lezione/argomento allo stesso modo … poi da qualche anno (da quando i telefoni possiedono il vivavoce) c’era una presenza (o piu) in “seduta spiritica” ovvero docenti o colleghi che da lontano venivano chiamati o pazientemente si prestavano a partecipare a queste riunioni un po’ happening in cui si cercava sempre di avere l’idea migliore o di portare il paper piu orginale in discussione … e ogni tanto ci si dimenticava dopo 1-2 ore persino dello straniero o dell’amico in collegamento telefonico ormai sfinito e con un orecchio ormai molto accaldato …

    Un grazie particolare va a te per i molti e importanti ricercatori che tu sei riuscito non solo a portare in questi 20 anni a corsi/master o workshop ma a farli stare in mezzo a noi e a farli lavorare assieme a noi:
    – la prima volta per me fu nel 1990 a Cogne in un bellissimo e ristretto incontro sui clinical trials organizzato dal Mario Negri in cui invitasti Paul Meier quello delle curve di Kaplan-Meier e del famoso paper del 1958 (mentre la Paola Marsoni scherzava su Kaplan che lei incontrava all’NIH alla sera mangiando noccioline) mentre noi studiavamo le (sue) curve di sopravvivenza. C’erano anche un giovane Salim Yusuf che ci mostro le sue prime bellissime metaregressions e il bravissimo Curt Furberg … coi quali si stava a tu per tu … come dire che si faceva sul serio e bisognava studiare parecchio …
    – poi sin dal 1992 i numerosi incontri con Dave Sackett per corsi e conferenze e vari contatti e suggerimenti …
    – in questi ultimi dieci anni mi piace ricordare le numerose volte che ci siamo ritrovati, grazie a te e ai tuoi inviti, con lo splendido Richard Smith, col carissimo e impetuoso Drummond Rennie e poi Iain Chalmers o meglio Sir Iain e le sue lezioni impeccabili e ogni tanto lo squisito e raffinato Trevor Sheldon ma anche Doug Altman e tutti gli amici della Cochrane Collaboration a cominciare da Lisa Bero, Andy Oxman e Gordon Guyatt … per te amici veri e per noi sicuri riferimenti (disturbati i sopracitati da te non di rado con telefonate ad ogni ora del giorno e della notte per risolvere dubbi o confermare/migliorare progetti o anche solo una diapositiva… e quasi sempre rispondevano immediatamente). Da loro ci hai fatto apprendere che cosa vuol dire lo scambio e il confronto delle idee in modo libero e partecipato e a rendere tutto freely available … tutti sempre disponibili a scambiarsi diapositive, capitoli in bozze o intere presentazioni o corsi fatti, senza paure né gelosie … è stato insomma possibile grazie a te capire che apparteniamo a una comunità di ricercatori (research community) con la quale possiamo avere intensi e disinteressati scambi, verso i quali siamo responsabili per le cose che facciamo e diciamo tutti i giorni nel nostro lavoro comunque sentendoci liberi …

    Cosi solo per ricordare l’essenziale e il tuo tocco di grazia … simile per certi versi a quello di Tom Chalmers anche se lui portava spesso eleganti bow-ties …
    Per finire devo aggiungere che sei stato anche un buon provocatore in molte occasioni (“per smuovere le acque”) ma soprattutto un grande burlone … con grande energia e creatività hai fatto un sacco di scherzi a piccoli e grandi (sempre molto credibili fino all’ultimo) cosi come hai coinvolto tutti in grandi cacce al tesoro (a Forte dei Marmi) …
    Ci sono molte altre cose forse più personali che vorrei aggiungere ma per questo potrebbe essere sensato pensare a un libro a te dedicato … magari presto …

    Hai creato un autentico spirito di gruppo … spirito di gruppo e di appartenenza che vivrà a lungo, ne sono sicuro, come la tua presenza tra noi …

    Un abbraccio a Mariangela, Elisa e Valeria le tue tre donne che ti hanno seguito e protetto in tutti i tuoi viaggi pensieri creativi … davvero tanti e speciali.
    Che questo ultimo viaggio ti sia lieve, amico mio, come lo sono stati i tuoi pensieri per noi …

    Nicola

  6. Casa Zola

    Cara Mariangela,
    nel salutare Ale oggi qui davanti al PC mi ricordo di quando Ti chiamava da Budapest in quel lontano agosto 1985 o quando mi hai ospitato a Los Angeles. Ricordi lontani ma che rendono bene il cammino fatto.
    E poi le figlie e poi lo stare da voi ad Arese perchè il giorno dopo avevamo una riunione al Negri e si passava la serata a discutere di ricerca e di politica.
    E poi i Libertrophy e tanto altro…..
    Un grande abbracio a Voi Libs e un saluto a pugno chiuso a Alessandro
    Paolo

  7. Vincenzo

    Eravamo compagni di liceo al Collegio San Carlo, tutti i pomeriggi a studiare insieme oggi da te in via S. Viittore, domani da me a Lambrate. Adolescenti, siamo stati volontari alla UILDM, riunioni serali al Lorenteggio, raccolta della carta, vacanze con i distrofici, il gruppo “spettacoli” per il fund raising (Battiato, Lauzi, Guccini, Jannacci e altri al Palalido, che anni, che emozioni!). Poi a Città Studi, all’Università Statale, ancora pomeriggi di studio, cazzeggio e discussioni serie, stavolta insieme anche a Paolo e Sara, ancora oggi uniti nella vita. E la fede cristiana, vissuta e messa in discussione, le messe in piazza davanti a San Bernardino, l’impegno sociale e politico, i comitati di base, AO e i picchetti, Basaglia e G.Berlinguer, Natale a Vienna, Budapest e Praga negli anni del comunismo. Poi, credo nell’86, quella visita a me in India, con la bella sorpresa di una nuova relazione che sarebbe durata per sempre, con una donna che anch’io ho amato e che tutti conoscono pe le sue rare qualità. Avrei tanti altri ricordi, ma preferisco condividerli con gli amici che saranno presenti al prossimo – speciale – Libertrophy.
    Ciao Ale, ciao Libs, vi voglio bene.

  8. anna

    Semplicemente….non dimenticheremo mai Alessandro.
    Sono impressi nella nostra memoria il suo sguardo onesto e profondo, l’intelligente ironia delle sue parole, la paziente disponibilità a condividere con noi un concetto, un’idea, o, semplicemente, un film o il racconto di un viaggio.
    Siamo felici di averlo conosciuto, di aver condiviso con lui un tratto veramente troppo breve della sua vita.
    Ci mancherai, Alessandro.
    Anna, Stefano, Martina e Umberto.

  9. Taddy Dickersin

    Dear Mariangela, Elisa and Valeria,

    All love to you at this time. I will miss Alessandro very much, as both a friend and as a colleague. (Sorry for the English). Best wishes, Taddy Dickersin

  10. Gigi

    Ho conosciuto Sandro e Mariangela molto tempo fa, loro ragazzi io un po’ più vecchio: loro creativi e vitali, come i tanti loro amici e compagni di scelte di vita, io finto saggio, più cauto e guardingo. Ci siamo poi visti lungo l’arco di una vita ma con frequenza sempre più rallentata. Ogni volta che lo leggevo, o lo sentivo, o lo incontravo era inevitabile farsi travolgere dalla scanzonata e pur serissima determinazione a far qualcosa di bello di importante di nuovo di utile. Positivo e ottimista, sempre. Sicuro che le idee giuste si affermano, nonostante difficoltà e ostacoli. Indomabile e incapace di accettare che questa Italia, questa società, questa nostra civiltà possa lentamente condannarsi alla mediocrità e alla rassegnazione. Ha sempre creduto che si potesse, con allegra ironia e disincanto, combattere non solo la sua cattivissima malattia ma anche la pigrizia e il menefreghismo.
    Ora è difficile accettare che Alessandro sia partito; ancor più difficile parlarne. Non sono medico, non sono ricercatore, non lavoro per la scienza: non conosco nei dettagli l’attività di Sandro in tutti questi anni. So che ha dato molto e si è speso molto: so che ciascuno di noi, che l’abbiamo conosciuto e amato, manterrà vivo il suo sorriso e la sua inventiva .
    Ciao Mariangela, paziente e coraggiosa compagna, un grande bacio e abbraccio a te e alle ragazze.
    Gigi, con molto affetto

  11. valentina solfrini

    carissima Mariangela, abbraccio te e le tue figlie con grandissimo affetto, siete tre belle donne, e con Alessandro condividete l’acutezza dello sguardo, una evidente singolarità di pensiero e una non comune capacità di relazione umana. Ho sempre pensato che voi due foste una gran bella coppia, si leggeva amicizia nei vostri sguardi e intesa, mai semplice consuetudine, si aveva la chiara senzazione che nella vostra relazione nulla fosse mai scontato o ripetitivo. Anche in questo Alessandro è stato fuori media, una vita assolutamente libera e creativa e una famiglia solida e stabile di cui parlava sempre con orgoglio e trasparente amore, anche citando le piccole cose di tutti i giorni, credo che tu Mariangela abbia avuto un ruolo determinante nel rendere possibile tutto questo. Sarò davvero felice di mettere energie ed entusiamo in qualsiasi progetto penserai di mettere in atto per raccogliere il testimone che ti ha lasciato. A presto..

  12. mct

    Sono sulla nave per rientrare ad un appuntamento che non avrei mai voluto perdere. Anche se ho sperato che sarebbe potuto accadere, che so, tra dieci, venti anni. Da anziani, da vecchi, quando sembra naturale la fine e a nessuno viene in mente, era troppo giovane, ancora. Quando Gino è morto, il 14 settembre, ho ricevuto un messaggio da alessandro tenero e bellissimo. Di quelli per i quali ti commuovi. E piangi, piangi. Quando Gino mi ha detto per me nn c’è futuro ma per Alessandro è diverso, ce la farà., ho voluto ostinatamente credere che almeno lui avrebbe visto e conosciuto nipoti e nipoti e nipoti e nipoti. Quando ho conosciuto Gino l’ho trovato tremendamente affascinante. Quando ho conosciuto Alessandro l’ho trovato terribilmente affascinante. Erano così, semplicemente affascinanti.
    mct

  13. Viviana

    Cercherò di divulgare il più possibile le chiare idicazioni di oggi sul blog e sarò lì con voi domani a salutare il vostro caro Alessandro, amato dai moltissimi che hanno lasciato un ricordo su questo splendido blog .
    A domani
    Viviana

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