…. e infine

Cari amici,
è quasi arrivato il momento di chiudere questo blog. Alessandro se n’è andato da poche ore, ma non poteva ovviamente lasciarci a mani vuote.

Lasciamo che parli lui con voi, attraverso questa lettera, scritta e riscritta, la cui ultima versione è del 17 dicembre 2011.

Il blog resterà attivo fino al giorno del funerale. Ma state tranquilli, di tutto ciò che è stato detto, fatto, confidato, discusso e condiviso in queste pagine, nulla andrà perso.

Aspettiamo numerosi i vostri ultimi saluti e ricordi, se volete condividerli ne saremo felici.

Voi invece aspettate nostre indicazioni per il funerale, vi teniamo aggiornati.

Un carissimo abbraccio e vi lasciamo alle parole di Alex

Mariangela, Elisa e Valeria


A tutte voi amiche, amici e … compagni di viaggio

Cari tutti, ne abbiamo fatto di strada insieme, forse molta più di quanto ci siamo resi pienamente conto. In questi giorni di inevitabile bilancio mi sento di ringraziare tutti voi per i pezzettini di vita che abbiamo condiviso – alcuni dentro e alcuni fuori dalla Giuseppa – ma sempre con la curiosità di provarci.

Quando leggerete queste poche righe di saluto saremo, ahime, un pò più lontani, ma mi auguro che si tratti di una lontananza solo fisica. Non tale ciòè da intaccare la memoria che di voi porto via con me, e che di me spero vogliate tenere con voi.

Chi mi conosce un pò di più sa quanto io mi sia sempre ritenuto fortunato e privilegiato. A cominciare dall’aver avuto tre splendide donne che hanno avuto la pazienza di sopportarmi nel nostro lungo “family trip”, fino al privilegio di incontrare nella mia vita personale e professionale tante persone che mi hanno saputo dare amore ed affetto. Alcuni poi finendo per essere miei veri e propri maestri ed esempi di vita.
Tante sono state per me le persone con le quali ho condiviso parti di strada e con le quali, prima o poi, ci si è dovuti salutare.
E proprio questo fare pezzi di strada insieme e poi salutarsi è stata, forse, una delle mia caratteristiche che qualche volta mi ha fatto amare, ma qualche volta è stata vissuta come un mio lato un pò egoistico e superficiale.
Vorrei prendere questa occasione per scusarmi con chi di voi ha vissuto male questo lato della mia persona, garantendo che se questo è successo non è stato credo mai per interesse personale. Spero mi crediate.

Dicevo che incontrare e salutare tante belle persone ha caratterizzato il mio mondo. Prima a Genova – da piccolino: poi a Roma – la mia adolescenza; dopo a Milano – un gran pezzo della vita, poi le esperienze americane di Boston e Los Angeles e infine Bologna, la maturità (!). Tante occasioni di cambiamento, sempre feconde anche se sofferte.

Ve ne cito una a titolo di esempio e non perché sia la più importante ma perché è una che mi porto stampata nella memoria.
Nel 1994, quando abbiamo salutato con un bel party stile Californiano gli amici di Los Angeles per rientrare in Italia dopo un anno sabbatico (un’ esperienza davvero bella per tutti noi Libs,) avevamo messo all’ ingresso della nostra casa un libro di fotografie della Golden Valley dove ognuno poteva lasciare un breve pensiero
La frase che ricordo ancora con maggiore commozione diceva piu o meno cosi: “ it has been a very intense year, both personally and professionally and it is so sad to discover that we share so many values and beliefs and yet we are forced to leave so far away and with only few opportunities for true friendship……”

Ecco, è questo senso di “vicinanza-condivisione” pur nella lontananza (ammesso di sapere di che cosa sto parlando e dove ci ritroveremo adesso) che mi piacerebbe mantenere. Convinto che continuerete a darvi da fare, chi più chi meno secondo le proprie possibilità e vocazioni, per un micro, e un macro, mondo un po’ migliore.

Non prendetemi per matto se vi dico che considero questi quasi 15 anni di “forse, quasi certa malattia” (mettendoci dentro anche i cinque anni di MGUS) un segno di maggiore responsabilità che con fatica ho cercato di mantenere vivo nelle mie scelte.
Anzitutto perché ho potuto prepararmi e cercare (anche se non sempre con successo) una prospettiva di vita diversa, meno competitiva e – per quanto ho potuto – più capace di comprendere e accettare meglio i limiti e le potenzialità che tutti abbiamo, insieme con la realtà che ci circonda.

Certo in questi quasi 15 anni mi sono mancate la moto, il tennis, un po’ la possibilità di viaggiare. E forse mi sono inibito qualche scelta di vita un po’ più radicale.
Ma nel complesso penso davvero di aver ricevuto più di quanto ho saputo dare.

Chiudo con una richiesta che certo …….vi aspettate.

Quando ce ne sarà tempo e possibilità mi piacerebbe che venisse organizzata una “special edition” del Libertrophy. Che dovrà essere assolutamente – come del resto è sempre stato – all’insegna dell’allegria e della voglia di stare insieme sotto la grande regia delle mie tre donne.
In fin dei conti dopo la prima edizione del 2004 non pochi dei miei auspici si sono avverati: l’Inter ha vinto tutto nel mondo, Berlusconi è caduto due volte e si spera questa sia quella buona; e qui mi fermo perché…… Lo spirito dovrà essere quello della massima frugalità negli annunci visto che nelle precedenti edizioni avete ampiamente dimostrato grande creatività e spirito di massima frugalità.

Evitando partecipazioni o cose simili che vi chiedo di destinare a finalità più utili.

A pugno chiuso…

Alessandro

To all my friends and… fellow travellers

 

Dear All,

 

We’ve travelled a long way together, perhaps more so than we have fully realised. In these days, when I have inevitably been taking stock, I feel I have to thank all of you for the small parts of life that we have shared – some inside and some outside Giuseppa [Editor’s note: Giuseppa (or Josephine), Alessandro’s nickname for an air-filtering machine in his hospital room, became the subject of many of his final blogs. Giuseppa, in this context, also denotes his most recent hospital stay.] – and for always having the willingness to share these life experiences.

 

By the time you read these few sentences bidding you farewell, we will, unfortunately, be slightly more distant from each other, but I hope it is a case of only physical distance. Not all that much distance, as to impede the memory of you that I take away with me, and, the memory of me that I hope you will want to keep with you.

 

Those of you who know me a bit better know how lucky and privileged I have always considered myself. Starting with my three wonderful ladies who have had the patience to put up with me on our long family trip, up to the privilege of meeting, in my personal and professional life, many people who were able to give me love and affection. Some of you then went on to become true teachers and examples of life for me.

 

Many of you were people with whom I shared parts of my life before then having to say goodbye.

 

It was exactly this travelling together and then parting of ways, that was, perhaps, one of my characteristics that sometimes made me lovable, but at other times, was viewed as being a bit selfish and superficial on my part.

 

I’d like to take this opportunity to apologise to those of you who were hurt by this side of my personality. I’d like to assure you that if this did happen, it never did for personal gain. I hope you believe me.

 

I was saying that meeting and getting to know so many great people has defined my world. First in Genoa, where I spent my childhood, then in Rome, as a teenager. I spent a large part of my life in Milan, after which came my American experiences of Boston and Los Angeles, and at the end, Bologna, where I spent my adulthood (!). A lot of change, always fruitful even though it was difficult.

 

I’ll give you an example, not because it’s the most important one but because it has stuck in my mind. In 1994, we left Los Angeles to return to Italy after a year’s sabbatical (a truly beautiful experience for all us Libs). At our great Californian-style farewell party, we’d left in the entrance hall of our house, a book of photographs of the Golden Valley, in which each person could write a message. The sentence I still remember, the one that touched me the most, went something like this: “it has been a very intense year, both personally and professionally, and it so sad to discover that we share so many values and beliefs, and yet we are forced to live so far away and with only few opportunities for true friendship….”

 

This is precisely what I mean, this sense of “closeness-sharing” that I would like to maintain, regardless of the distance between us (supposing that I know what I am talking about now and where we will meet again). I am convinced that you will carry on working towards making the world a slightly better place, and, in your own way, according to your abilities and vocations, will bring about micro- and macro-changes.

 

Don’t think I’m crazy if I tell you that I took these nearly 15 years of  “maybe, almost certainly and then sure disease” to be a sign of greater responsibility. I made every effort to keep it in mind whilst making my choices. First of all, because I was able to prepare myself and seek (not always with success) the prospect of a different life, a less competitive one, and as much as I could, to better understand and accept the limits and potential that we all have, together with the reality that surrounds us.

 

Certainly in these 15 years I have missed riding my motorbike, playing tennis and being able to travel a bit. And perhaps I stopped myself from choosing a slightly more radical life. But all in all, I really think I have received more than I have given.

 

I’ll end this letter with a request… that you are certainly expecting.

 

When there’s the time and the possibility, I would like a special edition of the Libertrophy to be organised [Editor’s note: the Libertrophy is a weekend party/tournament of fun and games organised by the Liberatis at Alessandro’s family home in Forte dei Marmi, Tuscany, to celebrate Alessandro’s birthday]. What it will have to absolutely be – as it always has been – is a party characterised by high spirits and by the desire to be together, hosted and excellently organised by my three ladies. When all is said and done, since the first Libertrophy in 2004, many of my wishes have come true: Inter has won everything in the world, Berlusconi’s government has fallen twice and I hope this time it’s for good. And I’ll stop here because…… The spirit of communications should be extremely simple given that in previous Libertrophy editions you have amply shown amazing creativity and such an easygoing spirit.

I’d like to ask you not to waste money on announcements but to put it to better use through donations.     

I raise my clenched fist in salutation,

 

Alessandro

 

 

 

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107 commenti

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107 risposte a “…. e infine

  1. marinella corti

    Ciao Mariangela, non ho conosciuto tuo marito se non casualmente una volta a Passirana. Non avrei mai immaginato di avere tue notizie in questo modo Ricordo con piacere gli anni passati insieme a Passirana ,che mi hanno arricchito sia sul piano professionale che umano.
    Ti sono vicina in questo momento e credo che il ricordo di un vivere insieme così ricco vi faccia trovare la forza per continuare.
    Un forte abbraccio
    Marinellona

  2. Chris Henshall

    caro Alessandro

    Thank you so much for your letter and for your life and work. We have only done a few things together but it always has been a pleasure and an inspiration to know you and I wish we had been able to do more.

    I will do my best with those small improvements – through what remains of my own life and through trying to inspiring others, as you have

  3. Caro Alessandro
    pur avendo solcato differenti sponde dell’epidemiologia e non avendo lavorato insieme direttamente in progetti, le tante volte che ti ho incontrato, ad un congresso, una conferenza, un seminario, in treno o in un aeroporto, mi ha sempre impressionato la profondità e l’articolazione del pensiero e la leggerezza nel modo di rappresentarlo. Dopo gli incontri ho sempre provato meraviglia e apprezzamento insieme, oltre ad una grande sintonia di pensieri generali, sulla politica, la società, la vita. Se il vuoto che le persone lasciano è proporzionale a quanto hanno seminato, quello che lasci è grandissimo, ma, anche dalla lettura delle tante testimonianze dei “tuoi” giovani, il testimone è in buone mani.

  4. Roberto V.

    Caro alesslib@,
    tanti si sentono onorati di aver avuto l’opportunità di percorrere un pezzo di strada al tuo fianco, io questo pezzo di strada l’ho addirittura percorso condividendo con te per molto tempo la scrivania, e perciò mi sento MOLTO onorato.
    Quando iniziai a lavorare per te e non vi era una postazione libera per me, tu mi dicesti che quando non c’eri potevo usare la tua scrivania, in questi giorni mi tornano spesso in mente tutte quelle volte nelle quali tu arrivavi, io ti dicevo “prego siediti pure, mi sposto di la” e tu mi rispondevi “no no tranquillo fammi solo un po di spazio per il pc e per appoggiare i gomiti” e ti sedevi di fronte a me come uno studentello a colloquio dal prof……posso proprio confermare che non ti prendevi troppo sul serio.
    Ti devo però fare una confessione: in occasione di ogni avvio di un nuovo master, lanciavi l’idea di chiamarlo masterone, e io ti dicevo che mi sarei rifiutato di registrare e gestire un sito che avesse come indirizzo http://www.masterone.it, in realtà scherzavo! mi avrebbe divertito parecchio!

    Un abbraccio,
    Roberto V.

  5. Antonio

    Caro Alessandro,
    continuo a cercarti tra le parole dei tanti tuoi amici, tanto vale che ti scriva.
    Oggi non avresti potuto essere più orgogioso nel vedere le tue splendide donne. Il tutto tra ragione e passione, ti sarebbe piaciuto anche se avresti sicuramente trovato il giusto modo per scanzonarci tutti.
    Ciao

  6. Ubaldo

    Carissimo Alessandro,
    ho sempre avuto la netta impressione che ciò che apprezzavi di più dei miei discorsi fatti in convegni cui abbiamo partecipato insieme erano le citazioni che utilizzavo come facile incipit e come salvante epilogo.
    E nel lungo discorso che oggi voglio intrattenere con te ne ho appunto due che mi sembrano appropriate.
    La prima è di un tale Roger Nimier. L’ho letta qualche settimana fa non ricordo dove e dice “È del tutto chiaro che le onde, senza gli scogli, non arriverebbero mai tanto in alto.”
    Oggi penso si addica senza alcuna enfasi agli ultimi tuoi 15 anni tuoi.
    La seconda è presa da una canzone dei Pink Floyd e dice “How I wish, how I wish you were here.”
    Anche in questo caso, senza alcuna enfasi, penso che essa sia la sintesi dei pensieri di molti di noi in questi giorni.
    Ovviamente, è il caso che ti risparmi tutto il lungo discorso che ho nella testa e che dovrei mettere tra queste due citazioni.
    Ti abbraccio forte e resto in paziente attesa di ritrovarci da una qualche parte, una volta o l’altra.
    Ubaldo

  7. Luigi Cavanna

    Ho conosciuto Alessandro Liberati al PRIER, alla Commissione Oncologica Regionale e poi quando ho frequentato il Master nel 2009. Nelle discussioni, nei confronti mi è subito parsa una persona di grandi capacità e conoscenze. Luigi Cavanna

  8. Non ci vedevamo più da tempo e avere la notizia della sua scomparsa è stato un brutto colpo per me. Voglio ricordarlo per la sua simpatia e per la sua intelligenza, e per aver condiviso un po’ di strada al Negri Milano e anche a Santa Maria Imbaro. Con grande affetto Andreina

  9. Elena e Matteo

    Cara Dott.ssa un abbraccio a lei e alle vostre figlie.
    Grazie per la pubblicazione della lettera che ci trasmette tanta voglia di continuare a fare bene e del bene!
    Con affetto
    Elena e Matteo

  10. Antonietta Di Bitetto

    Caro Alessandro,
    non mi sembra ancora vero e tu sei già così lontano.
    Ti ringrazio per avermi dato la possibilità di lavorare con te 5 anni.
    Sei stato un “capo” veramente speciale, generoso, intelligente e
    pronto a coinvogere le persone.
    Porterò sempre con me il tuo sorriso

  11. Chiara P.

    Caro Prof,
    Anche io ho avuto l’onore di condividere un pezzo di strada con lei, purtroppo breve, il tempo di un master, ma sufficiente per capire di essere di fronte ad una persona speciale con una intelligenza non comune, una mente grande, una straordinaria chiarezza di pensiero ma anche con una grande umanità e coraggio. Ho avuto l’onore di conoscerla un momento particolare della mia vita…aspettavo il mio secondo bimbo; in quel periodo nello scegliere il suo nome, Alessandro, devo confessarle che ho pensato da mamma che mi sarebbe piaciuto molto che avesse anche lui da grande qualcuna di queste virtù.
    Grazie per i suoi insegnamenti durante il periodo del master ma anche e soprattutto in questi ultimi mesi attraverso il blog.
    Il modo migliore per ringraziarla credo sia quello di portare avanti i nostri progetti come lei ci ha insegnato con grande rigore e passione … in questo le prometto tutto il mio impegno. Sono stata davvero fortunata di averla conosciuta!
    Un abbraccio forte alla sua famiglia.
    Chiara P. (ex masterina)

  12. Daniela

    Grazie Prof. Liberati. Il tratto di strada percorso insieme è stato breve, ma è stato un privilegio conoscerLa ed aver condiviso importanti momenti di apprendimento.
    Vorremmo ricordarLa in una delle lezioni tenute insieme ad ospiti stranieri dove, con fare provocatorio ma sempre positivo, ci stimolava in modo ironico a porre domande e ad approfittare delle grandi opportunità offerte a noi studenti.
    Un luminoso esempio di uomo speciale, intelligente e di grande rigore, che in modo preciso e profondo sapeva cogliere l’essenza di problemi e delle situazioni.
    Ci mancherà quale punto di riferimento ed accogliamo le Sue parole per portare avanti con passione entusiasmo ed etica ciò che ci compete, ognuno per come può.
    Sentite condoglianze alla Sua famiglia, che pur nella sofferenza e dolore immenso trasmette una grande pace e serenità.
    Grazie per avere condiviso questi ultimi intensi momenti che rappresentano un grande insegnamento per tutti Noi, occasione di riflessione profonda.
    Monica e Daniela (Ex masterine)

  13. fulvia

    ciao ale ..eravamo sul bus del perù.tutti accalcati tra indios e bagagli..diretti a cusco..e una voce divertita..in mezzo all’assordante musica a palla..ha urlato..”ma l’hai messa la maglia di lana.??.”io e nora ci siamo girate..ed è stata subito amicizia..quella piena di entusiasmo.dei vent’anni in giro per il mondo..della libertà lontano da casa..
    nonostante poi ci siano stati tanti altri momenti condivisi e piacevoli,in cui ci siamo visti “crescere”..quella è l’immagine di te che mi torna ora in mente prepotente,la tua zazzera rossa e il tuo sorriso..ci siamo conosciuti in viaggio..e ci salutiamo alla soglia di un altro..
    grazie di tutto..mettiti la maglia di lana anche tu..magari ce n’è bisogno anche lì ..
    un abbraccio forte
    que le valla bien!
    fulvia

  14. paolo neyroz

    Caro Alessandro, in questo momento che fisicamente non mi puoi leggere non mi va di esprimerti il rimpianto per non averti cercato e visto di più in questi anni. In questi anni che, per di più, stavi a Bologna. Chi se ne importa! Mi va, invece, di dirti dell’amicizia storica, da imprinting, che torna fuori e mi fa sentire il senso della tua mancanza “fisica”.
    Dei fatti, delle occasioni della nostra vita che ci hanno visto insieme, di una targa svitata a Silvia per scherzo, durante una tua visita a Washington DC, di una moto BMW andata a cercare da un fornaio di Cento e che ti sei portato via ancora tutta infarinata.
    Un saluto caro Ale, ti verrò a trovare a Montignoso.
    Paolo Neyroz

  15. Donato

    Caro Alessandro,

    oggi non sei con noi fisicamente ma sei presente, come e più di prima, nello spirito. Abbiamo lavorato insieme per quasi 5 anni, dalla mia tesi di master fino a pochi giorni fa e in questo lungo periodo sei stato il mio punto di riferimento, non solo professionalmente. Confesso a volte di essermi sentito privilegiato a essere vicino a te. Di te ho apprezzato la passione, l’intelligenza, l’ottimismo, l’ironia e la tua capacità unica di entrare subito in sintonia con il tuo interlocutore e di saper cogliere l’essenza delle cose. E più di tutto la capacità di sapere ascoltare, anche quando ti squillavano due o tre telefoni insieme… Insomma sei una persona speciale.
    Grazie Alex, grazie di tutto.

    Avrei preferito dirti a voce queste cose ma non è stato possibile e allora affido i miei pensieri, le mie emozioni a questa memoria collettiva sperando che in qualche modo ti raggiungano.

    Un abbraccio e un saluto a Mariangela, Elisa e Valeria che hanno accompagnato meravigliosamente Alessandro in questo viaggio.

  16. Nilla

    caro Alessandro, sono in un bar dove ho trovato per fortuna la connessione ad internet, ho letto tutto quello che hai scritto e,,,, sono qui senza parole ma con un sorriso e quel senso comunque di gratificazione nel pensare che ci sono persone come te,
    Sono qui in compagnIia con altre 2 amiche (mamme di compagni di mio figlio) che mi hanno vista un pò stordita quando Nicola mi ha fatto sapere di te; allora ho cercato di spiegare loro chi sei tu ( non ti conoscono); prima ho cercato di spiegare, di raccontare .. ma alla fine ho pensato che bastava dire che sei una persona speciale, di quelle che lasciano tracce profonde, Non conosco Mariangela e “le bimbe” ma ci sarà tempo per farlo.
    Nilla

  17. Pino

    Care Mariangela, Elisa e Valelria.
    Non ci conosciamo, ma ho letto i cronologi (cosa che non faccio mai) e mi si sono aperti ricordi e rimpianti. Mi vergogno un po’ perchè è la prima volta che mando un commento a un “blog” ( e non so neanche bene cosa sia). Ho conosciuto Alessandro a Boston nel lontano 1984 nella casa che divideva con comuni amici. E di lui ricordo la serenità, la cordialità e l’amicizia “facile” oltre che la spesa al supermercato a mezzanotte (a quell’epoca una esperienza assolutamente esaltante!). Poi la mia vita professionale si è incontrata varie volte con la figura di Alessandro per colleghi che con lui collaboravano. Sempre ho constatato la stima e la competenza di coloro che avevano la fortuna di lavorarci assieme. Beh io quache volta magari avrò millantatao, ma ero così fiero di poter dire: è un vecchio amico mio!
    Pino Taga

  18. Claudio L

    Care Mariangela, Elisa e Valeria,
    ho un po’ perso di vista voi e Alessandro da quando siete partiti/e per Bologna. Una telefonata all’anno, ma quanto bastava per sapere che stavate tutti/e quattro bene e soprattutto che il bloody mieloma era sotto controllo, e ogni tanto la speranza che fosse stato domato definitivamente. Forse per l’effetto della relativa lontananza contavo che questa mia serena visione fosse la realta’ obiettiva.
    E’ quindi con davvdero grandissimo dolore che ho saputo della rabbiosa evoluzione degli ultimi mesi e settimane. Ho letto a ritroso e tutto di un fiato questo blog di cui non conscevo l’esistenza, e ho cosi’ avuto la possibilita’ di conoscere lo straordianrio coraggio con cui Alessandro e voi tre ragazze avete affrontato questi ultimi anni della malattia e le ultime settimane di questa triste conclusione.
    Un abbraccio fortissimo a voi quattro coraggiosi/e ragazzi/e

  19. norina

    Ciao Ale,
    benchè non sia completamente a mio agio con questo mezzo, non volevo che questo blog chiudesse senza averti mandato un saluto. Anche si ci conoscevamo da molto ci siamo incrociati poco, eppure sei stato un amico carissimo, capace di un’umanità e di un’empatia speciali.
    Ci hai regalato dei Libertrophy magnifici (solo tu potevi riuscire a farci scorrazzare per Forte dei Marmi in tenute e con compiti improbabili) e mi piace pensare che ora continuerai ad organizzarli da un’altra parte…..sono certa che lo farai.

    Ciao Ale

  20. Alfredo Potena

    Quando ho incontrato Alessandro, per discutere progetti di studio, sono sempre riuscito a portare a casa consigli preziosi e stimoli per migliorare. Grazie! Una Persona Speciale ci lascia, senza tristezza! La Sua lettera è, ancora una volta, un insegnamento. Di vita.
    Alfredo Potena

  21. patrizia rovelli

    A Mariangela, Elisa e Valeria
    Non conoscevo personalmente Alessandro ma ne ho sempre sentito parlare, da Lei cara Dottoressa, dal Dott. Colombo, dalla Paoletta Cazzola, da mia cugina Valeria, dai terapisti dell’UORRF di Passirana e le posso assicurare che per tutti era davvero un grande uomo e non solo per il suo impegno e competenza scientifica.
    Insomma una gran bella persona!
    Non trovo le parole per poter lenire il dolore che vi ha colpite ma posso capire il vuoto che ha lasciato dentro di voi.
    un abbraccio fortissimo
    Patrizia

  22. Russell

    Caro Alex

    You have given so much to so many people through your energy, your intellect and your compassion.

    It is an honour to have known you and had the pleaseure of working with you.

    Ciao

  23. Silvia Franceschi

    Mi sembra impossibile che Alessandro non ci sia piu’. Abbiamo incominciato a fare gli epidemiologi insieme alla fine degli anni Settanta e, pur avendo poi preso strade leggermente diverse, abbiamo avuto modo di incontrarci di tanto in tanto, sempre con grande piacere ed un po’ di emozione.
    Avrei potuto tranquillizzarlo rispetto alle sue preoccupazioni in uno dei suoi ultimi messaggi: ho sempre saputo di poter, in un certo modo, contare su di lui e l’ho sempre stimato moltissimo.
    Cara Mariangela: noi invece ci siamo incontrate solo per qualche giorno alla riunione dell’IEA a Helsinki, nel 1988, credo. Allora eri incinta. Sono vicina a te e alle tue figlie anche se non potro’ essere a Bologna domani (ora lavoro in Francia).
    Un forte abbraccio

  24. Harry

    Our respects,
    symbol of knowlegde, symbol of power, symbol of mental “ethos” (you wrote to me once}.
    I am sure – we all are here from the Italian friend – Greece- that from up there you will still inspire and help us in the difficult pathways of health and knowlegde you have opened and pionnered.
    We will keep in touch through your writings.
    Thank you for your existence. Thank you for giving us so much.
    I promise you that I will try hard to complete the mission you showed me with no words, just looking into my eyes.
    It is an honor to have met you,
    rest in peace professore grande,

    Harry

  25. silvia Minozzi

    ciao Alessandro,
    anche per me, come per Roberto, valgono una serie di “se non ci fossi stato tu”.
    E’ grazie a te e a tutte le opportunità che mi hai offerto se oggi faccio questo lavoro e se sono cresciuta professionalmente; è grazie al tuo invincibile entusiasmo , alla tua carica vitale, alla tua allegria, alla tua voglia di vivere , la tuo sorriso contagioso se ho ritrovato l’entusiamo per quello che stavo facendo quando temevo di averlo perso; da te ho imparato che la passione per i valori morali ed etici in cui si crede può essere travasata nel lavoro e che il lavoro può essere il luogo e il mezzo per lottare per un mondo “un po’ migliore”. Da te ho imparato che è possibile non perdere mai il sorriso e la voglia di andare avanti, anche nei momenti più difficili .
    Grazie per tutto, anche per le passeggiate e le chiacchiere “personali”, l’amicizia e l’affetto e tutto il resto.
    Ma soprattutto grazie per avermi trasmesso la tua contagiosa voglia di vivere e di ridere. La porterò sempre con me
    Silvia M

    • marica ferri

      caro Alessandro,
      non ho parole, una certa confusione piuttosto. Voglio peró ringraziarti con tutto il cuore per avere, insieme ad altre persone come Marina e Silvia, permesso che il mio lavoro si fondesse con i miei ideali. E quindi avermi aiutato a dare piú senso alla mia vita.
      Terró il tuo sorriso ironico e la tua cara figura azzurra e rossa accanto a me quando cercheró strade creative per migliorare un pezzettino.
      marica

  26. Grazia De Simoni

    Caro Alessandro, le belle chiacchierate e le risate fatte assieme ai tempi del “vecchio negri” sono un ricordo importante dei miei anni passati. Ricordo anche quando mi hai aiutato a trainare le mia vecchia Dyane che come al solito non partiva…Mi lasci il ricordo della tua generosità, del tuo modo arguto e originale di vedere il mondo e della determinazione nel perseguire quello in cui si crede.
    Grazia
    Grazia

  27. Corso di Laurea in Fisioterapia - UNIBO

    “Immortale è chi accetta l’istante.”
    Un sincero ringraziamento per la costante ricerca rivolta al progresso della Medicina.
    Un forte abbraccio alla professoressa Taricco ed alle figlie.
    Gli amici e i colleghi del CdL in Fisioterapia

  28. UORRF Passirana

    A Mariangela, Elisa e Valeria
    non tutti fra noi conoscevano bene Alessandro, se non per il suo impegno e la sua competenza nel mondo scientifico internazionale, ma possiamo comprendere il significato della mancanza di una persona così importante per voi.
    Non ci sono parole che possano lenire il dolore che si prova in questi momenti.
    Alessandro, sempre sostenuto da voi, ha avuto e trasmesso tanto coraggio nell’affrontare questi lunghi anni di cammino nella malattia, che pensiamo lascerà un segno in tante persone.
    Con tutto l’affetto che possiamo trasmettervi vi abbracciamo e vi siamo vicino.

    Unità Operativa di Recupero e Rieducazione Funzionale di Passirana unitamente al personale della Direzione Sanitaria di Passirana

  29. Marzia

    Caro Alessandro, sei e sarai in ognuno di noi che con te hanno camminato, come dici tu poco o tanto. La tua esistenza pienamente vissuta è testimone che da ogni esperienza si può trarre frutto, ma soprattutto si può dare e ricevere con sorprendente abbondanza.
    Stringo il tuo pugno chiuso e abbraccio le tue splendide donne

  30. Davide Crepaldi

    Caro Alessandro,
    io in realtà credo di averti incontrato una sola volta in vita mia, ad una cena a casa vostra organizzata da Mariangela quando stavate a Milano e Mariangela dirigeva il SRRF di Passirana. Non posso dire molto di te, se non che hai una certa allegria contagiosa, anche cosi, a prima vista. Scrivo soprattutto per dire a Mariangela, il mio “vero contatto” nella vostra famiglia, che le sono vicino e vi penso. Di solito in questi momenti abbraccio e dico solo di essere Forti — le parole sono spesso un po’ sprecate –, ma questa volta vedo che non serve: grazie quindi dell’esempio.
    Un caro saluto,
    Davide

  31. sara

    Caro Sandro,
    con te si chiude un periodo della mia vita passata sui banchi di scuola del liceo e nei giorni spensierati delle vacanze estive. Oltre all’amicizia che nasce vera e spontanea a quell’età,quello che da te ho ricevuto mi appare sempre più chiaro in questi ultimi anni in cui,anche se non ci siamo frequentati più come una volta,hai dimostrato di che vera pasta sei fatto,nel rendermi partecipe del tuo percorso insegnandomi che l’amore per la condivisione dei valori passa per la messa in comune delle proprie gioie ma anche delle sofferenze.
    A presto
    Paolo

  32. sara

    Ciao Ale: grazie di essere esistito,grazie dei ricordi che ci lasci e che custodiremo gelosamente nei nostri cuori, grazie per le risate ma anche per le continue riflessioni,grazie per la grinta e l’ironia,grazie per il compito che hai lasciato a tutti noi di cercare di fare qualcosa di buono e di bene.
    Promesso, ce la metteremo tutta, sicuri di averti ancor al nostro fianco: per noi questo è un arrivederci.
    Ciao “pel di carota”!
    Sara e Paolo

  33. Bruno

    NOMEN OMEN. Autunno 198?, inizio anno scolastico e iscrizioni a corsi vari. ” e se ci mettessimo a studiare pianoforte?….”. ” Ottima idea, dai prendiamo lezione insieme”. Trovata una valida insegnante, ci presentiamo il primo giorno sotto il portone. Sul citofono, oltre al cognome della nostra insegnante Susanna, era scritto Schubert! “Nomen OMEN” disse Alessandro ” diventeremo bravissimi, forse famosi”. Ma si sa tempo x studiare poco, impegno cosi’ cosi’, il lavoro, la famiglia, l’Inter…. Dopo un tot di mesi abbiamo realizzato che eravamo delle schiappe e che non sempre i detti latini sono veritieri. Ciao amico pianista, non siamo mai riusciti a suonare a 4 mani, pero’ le abbiamo suonate alla Moratti, al Milan e a qualcun altro ….. Bruno

  34. Ilaria Panzini

    Carissimo Alessandro, ancora due parole dopo questa notte agitata da mille pensieri…due master, la sfida della ricerca e l’innovazione nelle aziende sanitarie, la riprogettazione dei comitati etici, l’anagrafe, la iort, i progetti, la prioritarizzazione……in questi anni mi hai fatto credere che fosse possibile fare qualcosa, che ognuno di noi potesse veramente dare il suo piccolo contributo per cambiare il micro-macro cosmo che ha intorno…..continuero’ a studiare, lavorare e combattere per portare
    avanti quello che abbiamo incominciato….con affetto Ilaria

  35. Tiziana

    In una notte come questa in cui la pioggia rumorosa batte sul tetto e sui vetri delle finestre è difficile prendere sonno, soprattutto avendo ancora in mente, avendoli riletti poco prima, i tuoi pensieri che hai voluto fissare sul blog in questi ultimi mesi e quelli degli amici e colleghi che li hanno condivisi con te.
    Ciao Ale, o piuttosto salve Prof. Liberati, come di solito ti salutavo, dandoti del lei fino a non molti mesi fa, quando mi dicesti “Scusa, ma chi è questa lei? Mia zia?”. E così ridendo, con la leggerezza di quell’ironia che era tanto tua, fu finalmente liberatorio per me poter passare al “tu”.
    Ti ho ascoltato molte volte durante i tuoi interventi e credo che la creatività e l’intelligenza che esprimevi nei tuoi discorsi, mai banali anche in situazioni banali, facessero di te una persona ammirevole e da ascoltare. Credo (e non penso di essere l’unica) di aver avuto il privilegio di conoscere in te una persona eccezionale. Non è la retorica del commiato, lo pensavo davvero già tutte le volte che ti vedevo aggirarti fra gli uffici come un Maestro discreto, a cui raramente ho sentito alzar la voce.
    Avrei voluto imparare di più da te, ma purtroppo le occasioni sono state limitate. Nonostante ciò in quel poco tempo in cui ho collaborato con te ho apprezzato la tua capacità di motivare e contestualizzare chi, come, me, veniva chiamato in quel momento a svolgere un compito piccolo, seppur necessario.
    Grazie Professor Liberati, grazie soprattutto per la tua lezione di intelligenza e civiltà.
    Ci mancherai Ale.
    Tiziana

  36. Roberto

    Carissimo Ale

    tu solo sai quanto io sia refrattario ad esprimere i miei sentimenti attraverso la tastiera di un un pc. in questi mesi sono stato più lettore che utilizzatore di questo blog. ho sempre preferito parlarti di persona, ma, a quanto pare, questa possiblita’ mi è preclusa, da qui in avanti e quindi, complice anche l’effetto disinibitore del limoncello “home made” fatto da Rosanna (di cui ho abbondantemente abusato), faccio anche io il mio “bilancio” ricorrendo al blog. Si, perchè la tua partenza è inevitabilmente occasione di bilanci anche per noi che restiamo.
    Il mio è presto detto.
    Se non ci fossi stato tu, se la ma vita non avesse incrociato la tua, nell’ormai lontano 1985, oggi semplicemente sarei un altro e farei un altro lavoro. cresciuto, come te del resto, nei movimenti dellla milano degli anni 70, mi hai fatto capire come la ricerca potesse essere strumento per fare di questo mondo un luogo un pò migliore, dando alle mie passioni giovanili una continuita’ ed una dignitò professionale
    Se non ci fossi stato tu, non avrei mai passato notti insonni a fare revisioni sistematiche , davanti una lattina di birra ed una fetta di pizza…
    Se non ci fossi stato tu, nessuno mi avrebbe trascinato sul palco a fare la mia prima presentazione (in inglese !), vincendo la mia timidezza;
    Se non ci fossi stato tu, mi sarei perso il mitico corso di epidemiologia clinica che facemmo a santa maria imbaro nel 1989, quello del “magna dottò che è gratis” che ci ha fatto ridere per i decenni a seguire
    se non ci fossi stato tu, non ci sarebbe stato quel gigantesco cannone che che ci siamo fumati in un coffee shop di amsterdam, davanti agli occhi perplessi di giovannino che fingeva indifferenza con noi che ridevamo come matti…
    se non ci fossi stato tu, non avrei corso così tanto per acchiappare treni all’ultimo minuto, con te che ti dimenticavi sempre qualcosa da qualche parte, su e giù per la penisola nei più improbabili convegni..
    se non ci fossi stato tu, non ci sarebbero state tante notti insonni, a fare riunioni, a bere, a parlare del mondo che avemmo voluto…
    se non ci fossi statotu, non ci sarebbe stata quella notte a roma, quando abbiamo tirato l’alba girando per le vie della citta’, a parlare della vita e dei nostri amori,
    se non ci fossi stato tu, non avrei avuto qualcuno che mi prendeva per il culo anche il giorno del mio matrimonio..
    se non ci fossi stato tu…..potrebbe continuare a lungo….
    la storia, anche quella “piccola” nostra, non si fa con i”se”, ma io so che tu hai reso la mia vita migliore, certamente più interessante ed anche più divertente. te ne sarò sempre grato.
    ora che non ci sei più, a noi non resta continuare il percorso tracciato in tutti questi anni.. “scarpe rotte eppur bisogna andar”, come dicevano i nostri padri ed i nostri nonni
    restare all’altezza delle tue aspirazioni e dei tuoi ideali sara’ il modo migliore per ricordarti.
    Un abbraccio fortissimo a Mariangela Elisa e Valeria
    Ciao Ale,
    un saluto a a pugno chiuso,

    Roberto

  37. primiano iannone

    caro Alessandro

    ti rispondo al tempo presente e futuro perchè ci sei e ci sarai per moltissimo tempo ancora nel cuore e nelle menti di tanti di noi, con le tue battute fulminanti, la tua salace arguzia e la limpidezza delle tue vedute “oltre”. Nel mio, di sicuro.
    Ho avuto il piacere di scarrozzarti per due giorni in quel di Udine in una delle tue ultime apparizioni pubbliche congressuali credo (al SITHA), quando mi confidasti con un sottile velo di tristezza che “la bestiaccia si era risvegliata”. Ti parlai anch’io delle mie vicissitudini oncoematologiche antiche e recenti – il filo sottile che ci unisce – ma tu riuscisti subito a veleggiare col discorso verso altre mete, altre prospettive, verso un futuro che sembrava essere sconfinato come le tue idee e i tuoi grandi progetti. Andammo poi alla cena sociale, dove mi hai imbucato con grande nonchalance ( moglie compresa…), dove parlammo del futuro dell’Italia, di politica, della nostra vita, delle nostre passioni, ti abbandonasti a qualche ricordo ma, soprattutto, guardando sempre al tempo che sarebbe venuto. Ricordo che ti portai – sempre sul filo del rasoio, e di svariati rossi semaforici- il giorno dopo, in stazione, con Silvia e della serafica tranquillità con cui mi rassicurasti qualche ora dopo che eri riuscito a prendere il treno dopo che Silvia aveva minacciato di gettarsi sotto il treno in partenza se non si fosse fermato. Ricordo anche il dispiacere e la delusione di non averti potuto avere a Rapallo per il convegnetto che avevo organizzato la settimana dopo, perchè cominciavi a star male sul serio, e il vuoto attonito e enorme che la tua assenza provocò nell’uditorio che era accorso a sentirti. Ricordo anche il dispiacere per non averti potuto salutare il 23 dicembre, quando una irremovibile infermiera della Ematologia mi ha impedito di vederti, e la tua voce stanca, ridotta a un soffio, ma sempre gentile al telefono in quel giorno di sole. Ricordo come hai rivoltato, con sapienza, delicatezza, ironia e maieutica socratica quelle quattro idee balbuzienti e semi demenziali di cui mi sentivo tronfio e inarrivabile depositario, al Master 2009 di Modena e quell’anno di studio indimenticabile, che mi ha cambiato la vita. Ecco, ricordo tutto questo, ed ho il cruccio di averti conosciuto tardi, pari all’invidia per tutti quelli che hanno potuto conoscerti e frequentarti per molto più tempo. Ricordo una delle tue memorabili battute al telefono, qualche mese fa, quando celiando mi dicesti “dammi pure del tu, basta che ti alzi in piedi quando parli con me….”: Ero già in piedi, Alessandro, mi ero già alzato in piedi, era impossibile parlare con te senza alzarsi in piedi….

    Primiano

  38. Caro Alessandro

    Nonostante che non ci siamo visti da molti anni, ho sempre letto i tuoi articoli. Your humanitarian light was always everpresent in all your work and play. Norberto – da Massachusetts

  39. Ludovica

    Ciao Alessandro,
    io ti incontrai per caso in un passaggio in auto per Modena alle sei di una mattina d’inverno di sciopero dei treni. Avevo uno zaino inadeguato sulle spalle, ma ho iniziato un percorso che mi ha portato a fare il mio mestiere con più consapevolezza. E’ stato ed è molto bello.
    Poi, le svolte sono fatte di tante piccole cose insieme, ma ti ringrazio di quella che hai giocato e per me. Credo che tu neppure ne sia stato consapevole, ma tant’è. Le lezioni che ho appreso da te e dal tuo gruppo, hanno davvero migliorato il mio corso. Mi prendo un po’ delle tue ultime parole, e ti ringrazio molto. Un pugno chiuso anche da me per te, e un abbraccio forte alle tre donne Liberati
    Ludovica

  40. Lucio Patoia

    Caro Alessandro,
    la mia tristezza è proprio indicibile. Sono solo in grado di ringraziarti. Cercherò di continuare a lavorare per il nostro micro- e macromondo, secondo la mia strada.
    Mi ricorderò di te, senza dubbio; quando ci rivedremo ricordati anche tu … anche se sono juventino.
    Un abbraccio grande a Mariangela, Elisa e Valeria
    Lucio Patoia

  41. massimo brunetti

    Qualcuno dice che la tua partenza è un momento molto triste, in parte è vero, ma sappiamo che tu in fondo sei contento di vedere che tutto quello che hai seminato porterà molto frutto. Ne siamo certi. E porteremo con noi il tuo sorriso. Dovendoti descrivere direi che tu eri l’uomo “del treno”, ricordo infatti molte riunioni fra una stazione e l’altra. E tuttavia sapevi per certo che anche in quel poco tempo, sapevi ascoltare le idee e il cuore di ognuno di noi. E grazie alle tue bellissime donne che hanno condiviso con noi anche questo momento. A presto.
    Max B

  42. Carla

    Quasi non vi conosco, ma amo molto Bruno, che ama molto Mariangela e Alessandro. Sono triste insieme a lui e con voi.
    Carla

  43. maria lazzarato

    un ricordo commosso ad Alessandro che ha saputo insegnarmi il rigore del metodo per conoscere la realtà ed imparare da essa
    Maria

  44. Maurizio

    Ehi, dimenticavo. Tra le cose che abbiamo lasciato in sospeso ce ne è una che ci trasciniamo giocosamente da quasi 30 anni. E’ lo scaffale con un armadietto da cucina della prima Ikea che mi hai parcheggiato in cantina. Ho traslocato anni or sono e mi sono portato dietro anche i tuoi legni. Ci si scherzava. Erano il frutto di un trasloco rapido e imprevisto quando una delle tue fidanzate ti aveva dato l’ultimatum in malo modo e mi chiamasti per andare a “smonatre la casa”. OK rimarranno ancora in cantina e ci rideremo sopra ricordando…

  45. elisa s.

    Ciao caro Alex, Sandro il rosso (come ti chiamavamo nel gruppo uildm). Ti stringo in un lungo abbraccio con la forza delle tante esperienze condivise, degli ideali in cui ancora crediamo, con il ricordo di un bellissimo dialogo avuto anni fa. Ci hai voluto tenere tutti vicini a te, provenienti da galassie diverse, l’hai fatto con leggerezza e profondità. La tua generosità nel condividere emozioni, pensieri e sentimenti, proprio in questi mesi, lascia una traccia profonda. E poi ancora questa lettera, di cui ringrazio le tue donne speciali. Conservo gelosamente nel cuore tutto quanto. Ciao Alex, ciao con il pugno chiuso
    elisa s

  46. marina

    “Assenza più acuta presenza”. Mi è sempre piaciuta questa poesia di Attilio Bertolucci; lo penso spesso per i miei da quando non ci sono più ed ora lo penserò anche per te.
    Stai tranquillo Alessandro che non staremo con le mani in mano o come dice qualcun’altro…. ad asciugare gli scogli…
    Grazie Mariangela per aver condiviso tutto questo, grazie Elisa e Valeria, essere orgogliosi dei propri genitori è un grande privilegio e non è di tutti; ogni esperienza, anche la più dolorosa, è un’opportunità, questo credo sia uno dei tanti insegnamenti di alessandro, vi auguro con tutto il cuore di trovare la forza per farne tesoro, potete contare su tanti tanti amici, la Giuseppa c’è anche per voi.
    Marina

  47. Gianni

    Carissime,
    intanto vi ringrazio per aver voluto condividere con le tante persone che stimavano Alessandro quest’ultimo periodo difficile e doloroso, di fronte al quale poteva essere forte la tentazione di rinchiudersi.
    Vorrei lasciare qualche parola di ricordo, ma non è facile riassumere in poche righe ricordi, impressioni e sentimenti che si sono accumulati in oltre 25 anni e che hanno contribuito a consolidare da parte mia una profonda stima, ammirazione, simpatia e affetto nei sui confronti . Anche se in queste occasioni si rischia di essere eccessivamente celebrativi e di farsi prendere dalla tristezza e da pensieri un po’ “smidollati” (certamente Alessandro non amava questi registri), vorrei elencare almeno le prime qualità (in ordine sparso) che mi vengono in mente pensando a lui: anticonformista, creativo, grande innovatore, coraggioso, molto intelligente ed onesto, capace di motivare e appassionare le persone e a coinvolgerle in progetti ambiziosi, disponibile, generoso, professionalmente attento e rigoroso, sempre spiritoso e autoironico, …interista (qui mi fermo, perché avrebbe certamente fatto una battuta …).
    L’ultima occasione che ho avuto di scambio di email per motivi di lavoro con lui è emblematica di molte delle sue qualità e della forza straordinaria con la quale è stato disponibile fino alla fine: poche settimane addietro gli avevo inviato le bozze di un capitolo di un libro chiedendogli se poteva leggerlo e dirmi cosa ne pensava. Dopo pochi giorni mi ha risposto: ” … sono a casa con la febbre e sono riuscito a leggere il tuo capitolo …”, dandomi alcuni dei sui preziosi consigli.
    Non sarà facile raccogliere le tante idee che ci ha lasciato, ma credo che tutti quelli che l’hanno conosciuto continueranno ad impegnarsi per non disperdere il suo esempio.
    Vi abbraccio con affetto
    Gianni

  48. Antonio

    Caro Prof…buon viaggio!!!!

  49. Valeria

    Caro Alessandro
    dal nostro primo incontro di collaborazione per Areas sono trascorsi undici anni e quando qualche anno fa per motivi familiari avevo pensato di lasciare, TU con la Tua cortesia e simpatia mi hai convinto a rimanere e ne sono felice. Sei stato e lo sei una persona speciale per tutti e con la Tua grande forza di volontà nel combattere e accettare la malattia ci hai trasmesso un insegnamento di vita che non dimenticheremo mai.
    Grazie Capo!
    Un abbraccio alle Tue meravigliose donne.

  50. Valentina P

    Le tue parole sono sempre state fonte di importanti insegnamenti e stimolanti idee. La tua forza lo specchio della bellezza della vita.
    Grazie per le tue parole e un abbraccio alle tue donne.
    Ciao Alessandro
    Vale

  51. Silvia

    Grazie Alessandro per l’intelligenza, lo spirito e l’umanità che hai voluto condividere, anche ora. Come ogni buon seme produrranno messi che il nostro impegno coltiveranno.
    Grazie Mariangela, Elisa e Valeria per la forza di averlo condiviso con noi anche in questo momento di dolorosa trasformazione.
    …. e arrivederci Alessandro

    Silvia P

  52. Ernesto Guevara de la Serna

    In questi momenti le parole sono sempre censurate da una triste emotività ma…grande Ale ricordati che la tua memoria resterà molto e sempre con noi.
    Sempre a pugno chiuso…i Belfiglio

  53. christine m b kieran

    IN LOVING MEMORY OF A GREAT MAN
    Ti conosco da poco ma che anni sono stati. E’ stato un privilegio lavorare per te – essere una delle tue tante segretarie! Ne ho avuto tanti capi ma mai uno che diceva ‘ please and thank you’ – segno di un gentiluomo, grande leader e uomo di colto, ma anche con un grande senso di humour – almost English! Quante risate e quanti ricordi ……ns battute sul calcio e per forza infine anche io facevo il tifo per Inter.
    Grazie per avermi dato un lavoro, grazie per aver avuto la pazienza di insegnarmi tante cose e grazie per aver condiviso con tutti noi la tua grande gioia di vivere, coraggio e umanità. Ma la cosa più grande che mi hai insegnato è stata con il tuo esempio di : don’t moan and enjoy life to the full!!
    Un abbraccio forte a Mariangela, Elisa e Valeria che sono sempre state la tua forza e posso solo immaginare il loro dolore.
    Sarai sempre nel mio cuore, I will miss you!
    Buona strada.
    Forza Libertrophy, Forza Inter e Forza Cochrane a Unimore !!!!!

  54. rrrita

    Alex, la tua lettera letta in treno tra la nebbia della pianura padana mi fa pensare che ci hai davvero insegnato a viaggiare. In tutti i sensi. Grazie per questo e per tutte le opportunità che mi hai regalato. Un abbraccio forte alle Libs!

  55. amico mio, forse è vero che la vita è una serie infinita di lezioni, con quella più importante alla fine. Anche questa volta, però, la lezione è giunta da te. Per sostenere la mancanza ti penserò in viaggio, scegliendo ogni volta un posto diverso. Potrebbe pure essere, dopotutto. Ma sì, stai viaggiando, con la maglia di Zanetti sulle spalle.
    http://dottprof.com/2012/01/leleganza-della-ragione/

  56. Bruna

    “muor giovane colui ch’al cielo è caro”
    MENANDRO

  57. Luigi Bisanti

    Pezzetti di strada insieme ne abbiamo fatti diversi negli ultimi trenta e più anni; sparsi nel tempo e nei luoghi ma intensi e, per me, tutti fuori dall’ordinario a causa tua, della capacità che hai di ascoltare e di trovare il buono anche quando è scarso o nascosto. Ma sai Ale qual è il pezzo di strada in comune che mi è più caro? Lo stupore, l’incredulità, la felicità e le tante altre intricate emozioni che ci siamo scambiati dopo il 23 novembre 1987, quando sono nati la tua Elisa e il mio Giacomo. Come tutti, ti ringrazio per quello che ci hai insegnato e per come ce lo hai insegnato; io, in più, mi tengo caro quel momento. Vorrei tanto dirti “ci si vede” ma non posso. Ciao.
    Gigi

  58. Loretta

    Per tutte le volte che non l’ho detto: GRAZIE ALESSANDRO.

  59. Daniela Celin

    Carissimi/e Liberati,
    il mondo è pieno di persone che amano divertirsi, di amanti del calcio (e di tifosi), di viaggiatori, di amici, di famiglie, di persone curiose, di intellettuali(?), di esperti…..
    Pochi hanno il cuore e la testa per sapere divertire se stessi e gli altri, e al tempo stesso amare il calcio, viaggiare, coltivare l’amicizia, costruire e far crescere e conservare una famiglia, studiare, imparare, trasferire conoscenze, aiutare i più zucconi (vedi me) a capire. Tutto questo senza narcisismo, con altruismo, senza supponza, in modo leggero, conservando la vena della giovinezza e il senso dell’ironia. Tutto questo ho trovato in te, Alessandro, e nelle tue tre donne.
    Vi ho sentiti e vi sento amici più di quanto non sia riuscita a dimostrare.
    Non dimenticherò mai e farò del mio meglio per contrastare le smidollatezze.
    Daniela

  60. Antonio

    Caro Alessandro, c’è voluto poco per capire che sei diverso dalla maggior parte delle persone che incontri sul lavoro, la tua competenza unita al tuo essere diretto e aperto agli altri mi hanno colpito sin dalla prima volta che ti ho conosciuto in Regione. In più occasioni, grazie alla tua autorevolezza e al tuo stile leggero e creativo, hai saputo dar vita a momenti di vera condivisione e riflessione profonda su questioni importanti e a volte controverse. Ti ringrazio per ciò che hai fatto, ma soprattutto per il modo in cui l’hai fatto. Porterò con me questo insegnamento.
    Con affetto e gratitudine
    Antonio Ch.

  61. Viviana

    Carissime,
    è difficile in momenti come questi saper trovare le parole giuste che possano dare il minimo sollievo, voglio solo che sappiate che io sono qui vicina a voi, e per qualsiasi tipo di aiuto non esitate a chiamarmi. Ora lo so, sicuramente rischio di ripetere ciò che è già stato detto da altri, ma per quello che l’ho potuto conoscere era una persona veramente speciale, e non ultimo un grande Interista. Credo che a tutti mancherà anche per la sua grandisima capacità di comunicare e coinvolgere in quello che faceva, come era riuscito a fare con questo blog. E’ stato per molti di noi, me compresa, un piacevole ed irrinunciabile appuntamento quotidiano in cui venivamo coinvolti nelle sue rifelssioni ed idee, che pian piano si materializzavano e si trasformavano in qualosa di concreto grazie al contributo di tutti. Non so che altro aggiugere tranne che vi stringo tutte e tre in un fortissimo abraccio. A presto.
    Viviana

  62. jack

    ho fatto un pezzetto di strada con alessandro da adolescente, l’ho guardato con gli occhi di un adolescente desideroso di avere indizi su come diventare adulto. senza retorica posso dire che dal suo esempio (preso per intero, le cose facili e quelle meno) ho ricevuto tante indicazioni in questo senso, probabilmente tante quante ne ho avute dai miei stessi genitori.

    per il resto, l’imponderabile è alle porte: quando l’inter vincerà qualcosa (se mai succederà ancora!) sarò costretto a sorridere pensando ad alessandro in piedi sul divano che esulta.

    jack

  63. sara b

    Grazie per la forza, lo humor e la correttezza che ti hanno contraddistinto.
    Grazie per il sostegno.
    Grazie a te e alla tue donne per la condivisione.
    Un abbraccio,
    sara

  64. Fiorenzo

    Un triste saluto e un forte abbraccio, con il rimpianto di una conoscenza troppo breve.

  65. Giulia Candiani

    Stamattina non ho letto i necrologi di Alessandro sul Corriere.
    Da milanese cresciuta con la lettura dei necrologi come secondo rito mattutino dopo il caffe’, ancora ieri lo davo per scontato.
    Ecco, Alessandro ci ha lasciato l’indicazione di fare in un altro modo.
    Senza spendere soldi, ma mettendosi piu’ in gioco.
    Questo esempio concreto e’ il sassolino che mi terro’ in tasca, e che corrisponde per me ad Alessandro, e al suo modo colto e civile di essere rivoluzionario.
    Giulia Candiani

  66. Milena Fini, Manuela De Clerico

    Caro Prof.
    GRAZIE
    Il tratto di strada percorso insieme è stato breve, ma il ricordo della Sua intelligenza, professionalità, cultura e simpatia resterà con noi.
    Milena e Manuela (ex masterine)

  67. Vincenzo

    Grazie per quello che ci ha insegnato e che continua ad insegnarci, qui adesso….
    Un caro e affettuoso abbraccio a Mariangela, Elisa, Valeria

  68. E’ difficile in questo momento sfuggire alla tentazione della retorica o della iper-celebrazione. Alessandro è stato una persona semplice, che non gradirebbe questo genere di cose, anzi immagino che le ridicolizzerebbe con la sua impareggiabile ironia.

    Di lui ricorderò questa capacità di scherzare su tutto, con un animo a volte infantile e dissacrante. Lui, che conosceva il mondo scientifico come pochi, che durante le riunioni (regolarmente iniziate tre ore dopo l’orario stabilito, protratte sino a notte fonda e interrotte da mille telefonate e battute) per risolvere un dubbio spesso chiamava l’amico esperto all’altro capo del pianeta. Che durante queste riunioni a volte sembrava assopirsi, salvo risvegliarsi al momento giusto, facendo la sintesi corretta di tutto. Che ti ascoltava sempre anche quando sembrava impegnato in tutt’altro. Che aveva macinato dentro di sé tanta conoscenza e tanto metodo, ma spesso risolveva i problemi con pensate geniali quanto incredibilmente semplici da parere a volte ingenue. Che raramente rifiutava l’invito a un convegno, a costo di attraversare l’Italia con viaggi in treno impossibili e di tenere tutti col fiato sospeso: Liberati è in ritardo, Liberati forse non arriva… Ma che riusciva poi a non deludere, lasciando trasparire sincero impegno e capacità di appassionarsi sempre e di annoiarsi mai.

    Di lui conservo dunque nel cuore la capacità di entusiasmarsi davanti a un bel progetto, a una bella partita di calcio, a una vicenda politica interessante; la creatività nelle soluzioni; il saper passare da temi terribilmente seri, e non solo di natura lavorativa, allo scherzo, sempre in agguato. I suoi auguri di questo 24 dicembre sono due SMS in cui ironizza sulle vicende dell’Inter e dell’Atalanta…

    Scontato dire che lascia un grande vuoto. Lascia però anche un pieno di pensieri, affetti, legami, giornate intense, emozioni.
    A me che ho avuto l’onore di lavorarci insieme, seppur per pochi anni, lascia molti insegnamenti e soprattutto l’impronta profonda della sua forte personalità e della sua grande persona.
    Posso solo ringraziarlo e promettergli che tutto questo non andrà perduto.
    Un pensiero dolce alla sua amatissima famiglia, che pure va ringraziata per aver accettato di condividerlo con tutti noi.

    Roberto B.

  69. Carissime mariangela,elisa ,valeria,
    accolgo le parole di alessandro come un invito a continuare il suo lavoro ognuno nei nostri ambiti ,ma con lo stesso intento, con lo slancio e la passione che tutti dobbiamo coltivare , raccogliendo semi sparsi e facendoli fruttare .
    Ci proverò ………
    con affetto renata

  70. Ilaria Panzini

    Grazie Alessandro per il grande esempio umano e professionale che continuerai ad essere. Un abbraccio Ilaria P.

  71. Ciao Ale, uomo di scienza, di integrità professionale e di grandi valori umani. Rimane indelebile il ricordo della vostra vacanza in Sicilia e… gli spensierati gavettoni di ferragosto. Mi piace ricordarti così! Nino

  72. vigna

    grazie Alessandro per i tantissimi semi lanciati.
    Luca (vecchissimo “masterino”)

  73. Maurizio

    Accidenti eppure ci eravamo accordati proprio mese scorso di festeggiare i 35 anni di “vicinanza-condivisione” attorno ad un tavolo da biliardo… “per vedere l’effetto che fa” e non di nascosto. Ci sarà forse modo comunque prima o poi. Del resto eravamo delle schiappe e un tavolo lo troviamo ovunque.
    Mariangela, Elisa, Valeria siate orgogliose dell’umanità di Sandro e dell’amore che sapeva trasmettere e che voi avete ben appreso.
    Grazie ai Libs.

  74. anna

    Carissima Mariangela,
    questa mattina ci siamo ritrovati tutti insieme nel tuo reparto ancora più soli e silenziosi del solito ed abbiamo letto le tue parole e la lunga lettera di tuo marito. Tutti indistintamente vorremmo abbracciare le “tre donne” e poter essere un poco di conforto…..ma non sappiamo come fare.
    Guidaci ancora una volta tu. Ti abbracciamo forte.
    I colleghi ed amici dell’U.O. di Medicina Fisica e Riabilitazione

  75. Casa Zola

    Nulla da dire difronte al destino cinico e baro.
    Lo so che non avresti voluto ma lasciaci piangere un po’ per la perdita di un amico di un compagno di strada di un maestro con cui abbiamo condiviso entusiasmi e porfonde delusioni.
    Ci siamo incontrati un piovoso sabato al Negri del 1983 e da allora bene o male abbiamo condiviso e discusso su molte cose.
    Un abbraccio a Mariangela e alle Tue Figliole.
    Poco da aggiungere,solo che mi sento un po’ più solo.
    Non c’è revisone che tenga davanti a questo evento. Bisogna solo proseguire il cammino che hai tracciato.
    Grazie Sandro per quanto ci e mi hai insegnato e lasciato.
    Floriana e Paolo Zola

  76. Laura

    Ale, che bravo sei stato, e che privilegio averti conosciuto. Speriamo di essere all’altezza del tuo ricordo. Con vero affetto e con tanta rabbia
    Laura

  77. Augusto Cavina

    Caro alessandro,come sai non ho mai considerato congeniale al mio modo di essere la comunicazione via blog. Ora che tu fai completamente parte della comunità Libers che hai creato, oltre che essere presente nella mente e nel cuore di ogni suo componente, lo trovo uno strumento straordinario per proseguire un dialogo “comunitario” con te e provare ad accogliere il tuo invito ad uno impegno per portare avanti assieme ( da soli nessuno potrebbe farcela!!) un po’ dell’eredità contenute nelle tue idee e nella Tua testimonianza professionale e personale di impegno, che ci hai trasmesso, “per un micro macro mondo migliore”. Credo che questo potrebbe aiutare anche la realizzazione dell’impegno di Mariangela,Elisa e Valeria. Io do la mia disponibilità. Grazie Alessandro, Un grande abbraccio a Te, a Mariangela, a Elisa e Valeria
    Augusto

    • Valentina

      Ecco, qui allaccio il filo del mio pensiero di congedo, carissimo Alessandro, con Augusto, che 15 anni fa mi ha dato la possibilità di incrociare la tua strada, fresco di nomina a professore associato a Modena. Fin dalla prima volta in cui ti ho sentito parlare ho capito quanto tu fossi persona rara e da quel momento ho cercato di non perdere occasione di lavoro e studio con te, e sempre mi sono ritrovata con la mente sveglissima, occhi puntati e orecchie ritte, attenta a cogliere ogni parola, ogni espressione e sfumatura di quello che dicevi…Sempre mi hai costretto a riflettere con attenzione e a ridefinire i confini e le misure di ciò che si poteva o che si doveva fare su tante questioni importanti del nostro lavoro. Mi sento anche io molto fortunata, avere incontrato te e Nicola e Annamaria all’inizio della vostra collaborazione a Modena mi ha fatto trovare una strada e ha dato un fine e dei valori forti al mio impegno….Caro Alessandro, non temo smentite se affermo che con il tuo incessante viaggiare fisicamente e virtualmente in tanti luoghi, pure sei riuscito a mettere a segno alcuni cambiamenti, che sono piccole (?) rivoluzioni, e a consolidare consapevolezze importanti per il mondo della ricerca biomedica e della bioetica anche in un paese come l’Italia che da questo punto di vista sembrava destinato a restare fermo a modi e regole bizantine. La tua forza è stata per me la tua capacità di disegnare scenari fortemente innovativi e farceli sentire come evoluzioni inevitabili del sistema, darci il coraggio di affermare in tuo nome che così ci si poteva organizzare, che certe regole si potevano rispettare, ..e il tuo nome ha sempre suscitato stima e rispetto senza ombre, ha sempre inibito al punto giusto i malumori che umanamente nascevano da coloro i cui privilegi venivano messi in discussione. Sai Ale, con Augusto ho sempre avuto un naturale affiatamento, infatti molte volte mi sono accorta di pensare o desiderare di dire le stesse cose che lui esprimeva, anche in questo caso è così: il proposito di dare forma e contenuto ad alcune tue idee e progetti per portarli a compimento è ciò che mi da ora forza di pensare che non avrò la possibilità di chiamarti o scriverti quando voglio ma una parte della tua ricchezza in idee e propositi continuerà ad alimentare il nostro impegno e la nostra vita. ….

  78. paola di giulio

    difficile trovare o aggiungere parole. Grazie ad alessandro, mariangela elisa e valeria per averci fatto vivere con voi questo viaggio. Non rende meno dolorosa l’assenza ma l’aver vissuto, sperato, sofferto insieme, pur nell’infinita tristezza, fa sentire meno soli. Un grosso abbraccio
    paola dg.

  79. Cinzia

    Ciao Alessandro. E’ stato un dono averti conosciuto, ogni momento con te era fonte di saggezza da cui attingere e poi condividere. Ci mancherai e ti porteremo sempre con noi. Grazie a te e alle tue donne. Un abbraccio.

    Cinzia

  80. franca

    Ciao Alex, grazie per avermi dato la possibilità di essere stata non solo collega ma, soprattutto, amica e gli amici anche se si possono perdere momentaneamente di vista, tali rimangono per sempre e quando si rincontrano è come se si fossero salutati da pochi minuti. Ci si rivede.
    Grazie Mariangela, Elisa e Valeria, di averci dato la possibilità di condividere con voi Alessandro
    franca

  81. Giovanni

    Caro Ale,
    Ne parliamo quando ci si vede

  82. Elena P

    Ciao Ale,
    grazie per questa lettera e per molto altro: insegnamenti di lavoro e di vita che mi accompagneranno sempre.

    Un abbraccio a Mariangela, Elisa e Valeria.

    Con tanto affetto
    Elena

  83. Sabrina

    Ciao Alessandro
    i commenti di questo blog ti descrivono molto bene, ma io ti conosco forse un pò di più, avendo lavorato al tuo fianco 8 ore o più al giorno per 20 anni. Ricordo ancora il nostro primo colloquio di lavoro, tu avevi 33 anni e io 21. Mi hai accolta nel tuo gruppo che ancora si stava formando e se ora occupo questa posizione, lo devo COMPLETAMENTE a te. Mi hai insegnato tutto e spesso sono stata invidiata dalle colleghe e di questo me ne vanto. Sei sempre stato attivo, creativo, gentile, comprensivo, disponibile, paziente, rispettoso, insomma….. un vero signore. Mi hai sempre aiutata e consigliata nei miei momenti difficili mentre silenziosamente affrontavi la tua battaglia personale. Hai sempre affrontato i momenti difficili superando gli ostacoli, senza mai aggirarli. Da questa mattina mi scendono le lacrime senza sosta. Non riesco a rassegnarmi al distacco materiale di tutto questo. Un sincero grazie alle 3 splendide donne Liberati che in questo momento privato continuano a condividere con noi il LORO Alessandro.
    Ciao Capo, perchè per me tu rimarrai sempre tale!
    Con sincero affetto e stima (ma con profonda tristezza) un saluto dalla tua affezzionata segretaria Sabrina

  84. Isa

    Ti conosco e ti riconosco in queste parole. Grazie per questa lettera, e’ importante e bellissima. Dovunque tu sia ora stai continuando il tuo viaggio di conoscenza e credo che avresti tante cose da raccontarmi se potessimo parlare. Siediti ai bordi del silenzio…

  85. Marina Nissim

    Ciao Ale, non ti avevo piú visto da Bologna in avanti e forse questo ha reso possibile un certo successo dell’Inter, forse non sempre giustificato. Stasera ho scoperto il tuo bellissimo blog e ho riscoperto quella tua personalità brillante e affilata che ricordavo negli anni in cui ci vedevamo e ridevamo tipo il famoso corso di mimo …. Ti sento vicino e ti abbraccio con la mente e il cuore. E poi rivolgo il mio pensiero a Mariangela, Elisa e Valeria e le stringo forte con grande affetto.

  86. MAO

    Ciao Ale,

    Grazie di tutto!

    Un caro saluto, Maurizio

  87. Valter

    Caro Sandro, non mi ero ancora abituato ai vecchi saluti… Mi hai salutato di nuovo. Come e più delle altre altre volte, insieme allo smarrimento, la consapevolezza di aver conosciuto una bella, grandissima persona, che mi ha fatto fare le scelte di vita più importanti. Grazie Sandro, a pugno chiuso.

  88. Stefano R.

    Grazie Alessandro per questa lettera, che ci accomuna tutti, e grazie a Mariangela, Elisa e Valeria per averla condivisa. Non trovo le parole per descrivere la fortuna di avere percorso tratti di strada insieme, nel corso di questi trent’anni di amicizia, e per la tristezza di non poter più incontrarci per raccontarci di noi o per tifare la beneamata. Colleghi al Negri, compagni di tennis e di tifo calcistico (l’Italia in finale ai mondiali l’abbiamo sempre vista insieme dal ’82 in poi ….), appassionati delle nostre famiglie e a cercare di far bene ognuno nel proprio campo (però tu sei diventato professore …). La tua vicinanza-lontana l’ho sempre vissuta ma bastava un attimo per ritrovarci: continuerò così, sicuro che ci sei sempre, da qualche parte …. magari in ritardo.
    Un abbraccio forte a Mariangela, Elisa e Valeria da tutti noi Romandini.
    Stefano

  89. Mario e Patrizia

    Una carezza a Mariangela , a Elisa e a Valeria. Già ci manchi .
    Buon vento Alessandro ovunque tu sia .
    Mario e Patrizia

  90. dario

    Credo sia stato per me un privilegio poterti salutare in un modo che mi ha trasmesso serenità, parlare di tutto un po’, da Pisapia alla tua magrezza, cogliere come un regalo la tua ironia e la tua profondità di valutazione e di giudizio. Mi scorrono davanti agli occhi tanti pezzi di vita. Vorrei riuscire a non perderne nessuno. Hasta siempre Alessandro. con affetto dario

  91. luisa toni

    Grazie Alessandro,
    per tutto quello che ci hai insegnato come professionista dalla mente brillante e come uomo di grande valore.
    A pugno chiuso, sempre
    Luisa

  92. Francesco

    Care Mariangela, Elisa e Valeria,
    grazie per averci tenuto tutti così vicini: tra noi, a voi e ad Ale. Anche con questo messaggio, tanto struggente perchè scritto proprio dal vero Ale che conosciamo, e che non è cambiato nemmeno nei momenti più difficili. L’energia e la lucidità delle sue parole ci saranno accanto tutti i giorni, da un po’ più lontano, ma sempre a pugno chiuso… Ciao Ale…

  93. bib

    Grazie Alessandro, e’ stato bellissimo conoscerti, l’aver condiviso un sogno e farlo diventare realtà. Come promesso continueremo quanto iniziato, tutti insieme …insieme a te. Ci mancherai molto ma ogni volta penserò a questa lettera e vedrai che ce la faremo. Grazie Mariangela, Valeria e Elisa per quest’ultimo regalo.

    Vanna

  94. Bruno A

    …troppo poco di te ho conosciuto e, colpevolmente, forse in modo superficiale. Grazie, però, per esserci stato per tanti anni (forse 40?) e così resterai. In fondo un pezzetto di strada insieme l’abbiamo fatta. Un bacio alle 3 girls. Bruno

  95. Giulio

    Grazie Alex della tua lettera, un vero regalo. Il viaggio continua, per noi e per te, certamente nel ricordo di ciò che è stato condiviso, fonte di nuove energie per un micro e un macro mondo un po’ migliore, come dici tu.
    Un abbraccio

  96. stella

    Ciao Ale,un uomo umile,onesto e generoso,un padre e un marito speciale,una persona grande e unica,medico eccellente.Persone cosi sono rare incontrarle ed e per questo che lascerai un grande vuoto nella nostra vita!GRAZIE.Un abbraccio forte forte a Mariangela,Eli e Vale.Verro’ da voi al piu’ presto.Stella

  97. roberto

    Care Mariangela, Elisa e Valeria la lettera e’ un dono fuori dall’ordinario, che Alessandro ha preparato e che voi ci date.
    E’ davvero triste condividere cosi’ tanto ed essere costretti a subire una cosi’ incolmabile distanza. E soprattutto perdere le possibilità di una vera amicizia.
    Spero di abbracciarvi presto, Rob

  98. Paola Moscox

    Le tue parole, la forza della condivisione delle Liberati, l’amicizia e l’affetto di così tante persone non riescono a scalfire in nessuno di noi del blog il grande dolore di questo momento. Neppure la rabbia di questo momento, tanta rabbia.

    Che tristezza Alessandro essere arrivati qui, che fortuna aver camminato con te.
    Paola

  99. anna maria

    Ciao Alessandro,
    grazie di quanto in questi anni ci hai insegnato; è stato un grande privilegio conoscerti e lavorare con te. Sarà impossibile dimenticarti perchè le nostre occasioni di incontro saranno tante; ogni volta che per fare meglio il nostro lavoro utilizzeremo un tuo scritto, una tua diapo, un tuo appunto sarai assieme a noi e sono certa che continuerai ad ispirarci la soluzione migliore.
    grazie anche per la bellissima lettera che hai scritto in cui dai una lezione di grande umanità.
    un abbraccio a Mariangela, Elisa e Valeria
    Anna Maria

  100. Giuseppe

    Grazie Alessandro di averci dato la gioia di condividere un pezzo di strada con te. Ognuno di noi che ha avuto questo piacere è stato certamente arricchito dalla tua esistenza. Purtroppo come tu sai, i miei pezzi di strada insieme, iniziavano sempre un po’ in ritardo per colpa della mia difficoltà ad interpretare la puntualità, un po’ troppo legata alle mie origini meridionali. Purtroppo anche oggi sono arrivato tardi all’appuntamento che ci avevamo dati all’ultima telefonata, ti avevo promesso che sarei venuto a trovarti il primo gennaio, purtroppo sono venuto a trovarti ma come al solito sono arrivato tardi per poterci scambiare le ultime battute sulla nostra amata Inter, sulla situazione politica e sugli infiniti argomenti con cui si parlava abitualmente. Quando i pezzi di strada percorsi insieme sono tanti, la mente in questi momenti li ripercorre come in un film che è stato affascinante durante la ripresa ed ancora più fantastico nel ricordo. Grazie a Mariangela, Elisa e Valeria per averci fornito i mezzi e data tutta la disponibilità che ci hanno consentito di rimanere in contatto con Alessandro anche durante l’ultimo e più difficile pezzo di strada percorso.

  101. Luca C

    Grazie Alessandro

  102. Elena T

    Grazie Alessandro, grazie di aver pensato di regalarci le tue parole per sentirti più vicino nel momento della profonda tristezza della tua partenza.
    Mi sento provilegiata a poter condividere le emozioni che si provano prima di morire, un evento della vita tanto frequente e tanto tenuto nascosto.
    Grazie a Mariangela, Elisa e Valeria che pur nell’intimità di un momento così privato e doloroso rirscono a coinvolgere le moltissime persone che sono affezionate ad Alessandro.
    Non vedo l’ora di stare con voi.
    Con profondo affetto
    elena

    • Graziella Filippini

      caro Alessandro
      faremo in modo di continuare ma ci mancherai, la tua intelligenza, la tua capacità di coinvolgerci e la tua fantastica capacità di comunicare con tutti.
      Che dirti, ho una grande tristezza.
      Un forte abbraccio
      Graziella

      • paola

        Caro Prof,
        che strano il caso , a volte fa incontrare persone meravigliose che non pensavi di trovare e invece ,anche se per poco, troppo poco, le trovi sulla tua strada. Grazie per avermi incoraggiato a condividere la vista delle cose da una grande finestra . Ho ricevuto tanto e senza nulla in cambio.Per poco troppo poco. Grande Prof per sempre. Paola ex masterina

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