AMUCHINA 2 : Pretini, Pretacci e…. governo tecnico della nostra spiritualità…

Cari

Scusate il ritardo di Amuchina 2 ma stasera parliamo un po di fede e religion di Stato.

Verso le 18 si e sneackicamente introdotto nella mia camera (approfittando forse della assenza di Cucciolo, noto nano anarchico) il prete di reparto. Sarebbe troppo facile chiamarlo Don Siringa o Fra Piastrina, o Frate Leuco.

Ma il problema non è tanto ironizzare sul nomignolo (in gastroenterologia avranno certo il loro Don Fegato, in cardiologia il loro Frate Stent, ecc), quanto piuttosto il significato della cosa in se (spicca su tutto la mancanza di consenso informato sulla visita sneackicamente ritenuta a priori gradita) e soprattutto il messaggio un po orrificamente sfigheggiante che la presenza del Don, Frate, o Fra porta con se in un ambiente come questo.

Ma non sapeva che avrebbe avuto un po di pane per i suoi denti il nostro.

E non per merito mio – che di conciliare Fede e Chiesa come istituzione temporale ci tento dagli anni 80 – ma per la fortunata circostanza di aver ricevuto da Gino Rigoldi in persona il suo ultimo libro, “Io Cristiano come voi” che – a chi e interessato a questa dimensione – consiglio vivamente di procurarsi.

Dal libro vi riporto, letteralmente, la quarta di copertina:

“Ho riflettuto sui vari argomenti della vita cristiana, cercando di comprenderli alla luce dei comportamenti di Gesu, e ne son venute fuori le conclusioni che leggerete, talvolta in linea con l’insegnamento della Chiesa, talvolta diverse.
Del resto da molte parti della Chiesa nasce la consapevolezza delle problematicità legate alla famiglia, alla sessualità all’uso dei beni comuni, alle gerarchie, alla politica.”

Quello che piu mi dispiace e la sensazione di vivere in una Chiesa che cammina, qualcuno direbbe per tradizione, io direi per inerzia!!”

Fin qui ha parlato Gino

E a questo pensavo era evidente che Don Piastra/Siringa O Padre Leuco stava per venire al sodo:
“E dura essere qui – ha cominciato a dire ..! Certo bisogna prepararsi al peggio … sperando anche nel meglio…! Poteva finire li effettivamente, ma proprio non mi andava giu.
E cosi, le voila, apro il cassetto e gli chiedo: “……posso leggerle alcune righe scritte da poco da un mio amico prete e da oltre 30 anni sta dentro la Chiesa e lavora con le persone cercando di non trasformare occasioni di incontro profondo in banalizzazione e rifugium peccatorum della nostra spiritualità?

Il Don mi autorizza e gliele ho lette come le ho scritte sopra a Voi. “E che mi dice Don di tutto questo? ” …..Che mi dice, in questo contesto, della confessione, rito oramai ovviamente privo di senso religioso? Che mi dice del senso della gerarchia cattolica? del Perdono? della Sessualità? della Famiglia?

Il Don ha deglutito e poi aggiunge…” ….beh mi pare che lei sia preparato e mi piacerebbe conoscere un po di più questo Gino”
“…..Ci vediamo la prossima settimana… sperando ovviamente che tutto vada per il meglio”….
E cosi, come sneakicamente si era materializzato il Don con altrattanta flessuosità è scivolato tra le fessure della porta.

Come se il problema fosse quello di trovare un “governo tecnico” anche per la nostra spiritualità e che il resto possa venire lasciato a chi – tecnico non è – e quindi non puo capire o e meglio che non capisca,
Notte a tutti

Ale

3 commenti

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3 risposte a “AMUCHINA 2 : Pretini, Pretacci e…. governo tecnico della nostra spiritualità…

  1. lorenzo

    Le tante Amuchine mi colgono di sorpresa, sono tante e le vorrei leggere tutte. Ma devo scrivere in Amuchina 2 perchè mi ha fatto molto ridere. Quindi magari riscrivo, alè alè.
    Io quando ero in ospedale e potevo guardare solo il soffitto, con la coda dell’occhio vedevo ogni tanto il ‘Don Piastra/Siringa O Padre Leuco’ di turno, o più semplicemente di un altro ospedale. Siccome però ero in ortopedia il padre si chiamava Don Piastra, Fra chiodo o Fra Arto (che sembra intercalare romano ma non lo è). Era un prete fotomodello, con grandi occhi azzurri, la riga nei capelli perfetti, di molte poche parole. Così non sbagliava.
    Parlavamo di cheratocono, perchè l’aveva lui e l’avevo io, le ossa facevano male solo a me.
    Diceva che le parole dei preti che contano sono quelle dei parroci di periferia, Come se ci fosse una relazione inversa tra l’altezza del pulpito e la rilevanza delle cose dette. Sarà una questione di directness data dalla mancanza di dislevello?
    L

  2. Francesco

    Caro Alessandro,
    lo “sneaking priest” ospedaliero è un classico: chi ha lavorato in ospedale o è stato degente per più di qualche giorno lo sa bene. Mi pare comunque che il nostro abbia proprio trovato pane per i suoi denti. Chissà se la prossima settimana si sentirà “preparato” anche lui e ritornerà nella tua stanza…
    Un uomo di fede affascinante, grande conoscitore della Bibbia e sempre disponibile a confrontarsi sui grandi temi, io l’ho conosciuto non in ospedale, ma in un laboratorio fotografico. A Modena lavora Arrigo, un leggendario stampatore a colori, io lo chiamo “il termocolorimetro vivente” per la capacità di bilanciare perfettamente “a occhio” i colori di una stampa. Sebbene faccia lo stampatore da 40 anni e sia famosissimo nell’ambiente artistico (c’è chi arriva dalla Germania per farsi fare le stampe da lui), i temi che gli stanno veramente a cuore sono relativi alla fede, all’interpretazione delle sacre scritture e al ruolo della chiesa nella nostra società. Più volte nel buio della sua camera oscura, mentre stampavamo i miei negativi, ho affrontato lunghe discussioni proprio sulle questioni che proponevi al tuo Don. Mi sa che gli regalerò il libro di Gino Rigoldi. Grazie per l’ispirazione Ale. In attesa dell’Amuchina 3….

  3. roberto satolli

    Va bene essere impertinente, ma ora te la prendi anche con i poveri preti…
    Ieri sera Dario Fo, nella serata di Fazio dedicata a Jannacci, ha creato un divertente “quelli che…yeaah”: “Quelli che per non pagare l’ICI (IMU) vendono la casa e comprano una chiesa”.

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