….occhio a non prenderla in faccia… la revolving door…..

Carissime/i

forse il mio silenzio di questo week end avrà stupito qualcuno ma ho qualche piccola giustificazione.

Vi ricordate che parlando del mio ex vicino di letto Vittorino mi riferivo alle “revolving doors” della vita ospedaliera?

Ebbene stavolta la revolving door me la sono presa io, proprio sul muso, in senso letterale e figurato.

Sabato mattina, mentre ero a casa, ho iniziato a perdere un po di sangue dal naso. Il fatto in se – dato lo spread tra le mie piastrine e quelle, che so, di Monti o di Landini, non doveva stupire più di tanto.
Ma visto che la cosa non cessava mi e toccato andare al PS. E li, sbengh! Mi sono beccato sul muso la revolving door dalla quale ero uscito solo due giorni fà
Esperienza “interessante” (il nuovo PS del S. Orsola e davvero bello) e che mi ha permesso di osservare un altro pezzo del mondo della sofferenza che ancora non avevo sperimentato direttamente, Dove in modo incredibile e imprevedibile il dolore si mischia, in modo quasi pittorico, con le situazioni di ilarità più assoluta (una signora molto anziana chiedeva di poter “uscire un attimo” in taxi per andare a casa a prendersi i vestiti; alla Dssa che le spiegava che non poteva fare cosi e che doveva firmare la cartella e poi eventualmente rientrare, la signora sembra piu combattiva ripeteva: “…….ma glielo avevo detto io a quelli dell’ambulanza – che non fanno un “casso” dal mattino alla sera se non girare con la macchina – di fermarsi un attimo a casa mia mentre mi portavano in ospedale dalla Coop dove mi ero sentita male. Almeno cosi li prendevo li i miei vestiti e non si faceva tutto questo casino della catrella di uscita, entrata, riuscita….”.
Beh alla faccia dei ticket e dei codici di accesso un bell’esempio di social work. Elisa L. fatti sotto!!

Da sabato pom sono in ospedale e ci resterò ancora qualche giorno. Piastrine e bianchi sono very low e quindi mi stanno un po trasfondendo. IL morale è buono (grazie anche alla vittoria della beneamata e alla quasi sconfitta dei diavolacci) e il supporto di Mariangela, Elisa e Valeria superlativo. Un grazie anche a Ros e Mao che mi stanno rapidamente diabetizzando con il carico di dolcini che ogni volta mi portano e a Giuseppe (che non c’entra nulla con Giuseppa) e che è mia second (e spesso, prima, opinion, in tutto questo trip). Un saluto ovviamente anche a tutti voi che vi fate vivi per telefono e mail ed al gruppo Agenzia al completo.

In stanza non ho Vittorino ma Giuseppa, una simpatica macchina che filtra l’aria.

Giuseppa è molto discreta.
Sta li nella sua mole enorme tricolore (verde. beige e grigia), immobile, ma ha quattro ruote segno che, se e quando vuole, se ne può anche andare e non dipende da nessuno.
E’ autonoma, la Giuseppa, e pare gelosa dei suoi segreti!
Ed e anche grande, robusta, ma non sovrappeso, ………immaginate due maxi frigo-siamesi di una famiglia del Midwest americano. Se messi nel giusto setting (una cucina di almeno 80 mq) ……hanno una loro armonia.

Quello che mi incuriosisce, e un pò inquieta, e sapere cosa nasconde nel suo corpaccione Giuseppa.
Mi sono immaginato le cose più strane.
Che Giuseppa contenga dei pazienti ibernati in attesa di cure migliori.
Che Giuseppa sia un piccolo inceneritore per pazienti impazienti (nel qual caso devo stare all’occhio).
Che Giuseppa sia quello che ho immaginato, un gigantesco frigorifero che contiene ogni leccornia possibile e immaginabile.
Che Giuseppa sia una grande biblioteca contente tanti racconti di chi e passato di qui. Sia quel che sia mentre vi scrivo Giuseppa osserva, respira ma non dice nulla

Oggi pomeriggio mi hanno detto che mi cambieranno stanza e quindi lascerò anche Giuseppa. Che dite, devo provare a dargli una sbirciatina dentro? Mi accorgo ora pero che Giuseppa………non ha nemmeno una maniglia. Sembra impenetrabile

Poi vi dirò ma se volete giocare al “cosa ce dentro Giuseppa…..” pronti, via….

Ale

Ps
Avete visto ieri sera la puntata di Report sul Cristo di via Olgettina (Don Verze). Meno male che Cristo è paziente e ci scuserà per aver permesso che quell’esseraccio abbia potuto paragonarsi ….. Se non lo avete visto andate sul sito di Rai 3 e scaricatelo. Una vera storia di orrori italiani, e del sottile fascino del male, Adesso e anche piu chiara quale fosse la vera mission di Fazio al Ministero della Salute…….

19 commenti

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19 risposte a “….occhio a non prenderla in faccia… la revolving door…..

  1. Giuseppe

    Caro Alex i tuoi racconti della vita ospedaliera vista dalla parte del paziente ben informato, del ricercatore, del docente, del policy maker, e non so da quanti altri infiniti punti di vista, è certamente interessante per chi ogni giorno vive la realtà ospedaliera dalla parte del medico e quindi non coglie le tante sfumature del contesto più generale della vita quotidiana dei pazienti. Effettivamente la struttura assistenziale degli ospedali pensa prevalentemente agli aspetti tecnici e dimentica talora gli aspetti umani che in molte occasioni sono di gran lunga più importanti rispetto alla non sempre documentata efficacia dei nostri interventi sanitari. Noi medici dovremmo sempre ricordarci di non occuparci della sola malattia ma di tentare la cura del paziente nella sua globalità, non sempre si riesce ma se si tenta e si ritenta qualche volta si può anche raggiungere l’obiettivo.
    Il problema dei compagni di camera è un problema serio nella vita ospedaliera. Purtroppo sono molti i fattori incidono, la compatibilità delle condizioni cliniche dei pazienti viene al primo posto e dopo si prendono in considerazione l’incompatibilità ambientale soggettiva. Alcuni mesi fa mi sono trovato in una situazione spiacevole dovevo ricoverare un uomo però avevo solo un letto donna disponibile, si trattava di pazienti ultra settantenni, non vi erano altri posti in tutto l’ospedale, per cui ho chiesto ai pazienti la possibilità di condividere una stanza mista con una tenda separatrice. Dopo adeguata informazione ho ricevuto il consenso dei pazienti e dei familiari alla creazione di una camera mista, con un suggerimento da parte del figlio del paziente che stavo ricoverando e cioè di sedare il padre poiché nonostante gli 87 anni manteneva una certa sensibilità nei confronti del sesso femminile. Devo confessare che queste dichiarazioni mi hanno un po’ preoccupato poiché avevo garantito alla paziente che avrei ricoverato un uomo anziano e tranquillo nel letto accanto. Però al punto in cui si era, paziente ormai ricoverato nel letto accanto, non avrei potuto modificare le informazioni date alla paziente. Per cui ho sensibilizzato gli infermieri della notte e i medici di guardia, la giovane dr.ssa di guardia mi ha molto tranquillizzato dicendomi che avrebbe vigilato personalmente e avrebbe sedato il paziente in caso di bisogno. Con non poca preoccupazione andai a casa la sera, al mattino appena arrivato in ospedale sono andato a chiedere notizie alla paziente che in maniera molto scherzosa mi disse dottore me lo poteva dire che mi avrebbe ricoverato un demente accanto, tutta la notte non ha dormito e ha urlato nonostante i sedativi che la dr.ssa gli ha praticato. Mi sono sentito molto in colpa, ma devo dire che anche con il senno di poi non avrei saputo come fare altrimenti. Nel pomeriggio con le dimissioni ed i nuovi ricoveri si riesce a riportare la serenità nelle stanze di degenze. Non oso immaginare cosa avranno pensato i familiari dei pazienti.

  2. sara

    Tremendo Ale hai collaborato anche con Alberto Malliani! Il mondo è proprio una pozzanghera. Io ho avuto il piacere di essergli accanto come “amica” negli ultimi anni perchè la mia piccola e la sua più piccola erano in classe al liceo insieme e abbiamo combattuto una lotta di classe nel senso letterale del termine! Le ragazze ça va sans dtre sono ancora grandi amiche e a me fa piacere sapere che tra tutti quanti noi ci sono fili sottili di comunione mediati da altri; non so se riesco a spiegare a parole quello che sento così chiaro nelle emozioni, ma non importa è bello lo stesso.
    S

  3. Giulio F.

    Ciao Alex. Saluta Vittorino e raccontaci del nuovo e pingue roomate. Dalla tua descrizione Giuseppa, dall’apparenza un po’ spigolosa e molto ineffabile, mi ha fatto pensare al computer Hal di 2001 odissea nello spazio. Ma immagino che, come spesso accade, le apparenze ingannino. Magari nasconde qualcosa di veramente inaspettato, come un vassoio di pasticcini che a te non hanno dato perchè già te li portano Ros e Mao. Magari c’è lo spirito di questo blog, sotto forma di una bella bottiglia di Rosso Antico da sorseggiare tutti assieme.

    a dopo

  4. Ivan

    Ciao Alex e blobberos

    Giacché Giuseppa è stata fantasticamente autopsiata, commento la davvero gustosa Gabba
    …sapore di cacca ma di quelle senza noccioli.. colore tipico di un bel copro-fulvo, sentori delicati e fruttati della Nuova Zelanda, sapore asciutto, leggermente asprigno, con l’invecchiamento Il suo colore vira al giallo-verde carioca. Un tutto pasto da chiudersi con una Milano da bere che al Ramazzotti preferisce l’amaro Lugano. In sottofondo Le ballate di De Andrè. Poi il disco si inceppa su una strofa di Carlo Martello “… ma è mai possibile o porco di un cane che le avventure in codesto reame debban risolversi tutte con grandi putta-aa—aane. Anche sul prezzo v’è poi da ridire ben mi ricordo che pria di partire v’eran tariffe inferiori alle 3 mila lire..Le cose devono essere cambiate ora ci vuol l’aereo e qualche milione di euro.
    Ma ho capito male io o la corte del Don faceva del gran turismo sessuale? Pure lui? Troppo vetusto l’arbusto dai! Per me da anni guardava e non toccava!
    Capisco che l’accenno alla prostituzione minorile per molti sia questione marginale rispetto a quanto è emerso (e di quanto emergerà giacché il Formiga si tuffava dallo yatch dell’amico che or da me risiede, come dire un amico ciellino ..sono in attesa che muti in con-ciellino).
    Noto che raggiunto un certo grado di potere il morbo pare avere una certa incidenza. Come per contrastare il bullismo nelle scuole di periferia, si dovrebbe pensare a un servizio di prevenzione permanente (psico-sessuologico) per parlamentari e affini obbligatorio, poi un bel trial che misuri l’efficacia lo presentiamo noi..lascio a voi la scelta degli outcome.
    Tornando al tuo “Davvero viva Bracardi ed il suo ….in galeeeraaa!” ammetto che sto vivendo sulla mia pelle qualche cambiamento positivo, voluto dalle donne ovviamente, sai quella signora rossiccia di Milano. Mo son razzi da cacare si vocifera!

    Bene bene eppur si muove ..termino la deliriata con visione privilegiata del futuro possibile da “le mie prigioni”
    Or vi dico che al posto del classico e pericolosissimo gruppetto di rom che com’è noto rubano i bambini, dopo che il consiglio di stato si è pronunciato contro i poteri straordinari che il Maroni diede ai prefetti per la gestione del pericolo pubblico numero 1 ( ben 6000 persone, 54% bambini che pare tengano in pugno la nazione) da poco mi tocca visitare tutti i giorni un altro gruppetto (..non ancora quello che ruba le bambine non siate così ottimisti..) associativo composto da alcuni amici che pare non lavorassero proprio per il bene del paese. Gli amici (tra loro, non miei) sono nell’ordine un avvocato, un giudice, un finanziere, un medico legale e un politico, gente che non siamo abituati a vedere in quel contesto.
    C’è solo un neo, colpa degli italiani che non riescono proprio a non strisciare davanti al potere, i ragazzi suddetti infatti in tempo record hanno tutti ricevuto un bel televisore ultrapiatto nuovo a spese nostre. Noi operatori sanitari invece chiediamo da 8 mesi che rimettano in funzione 12 pc su 16 totali che ci servono per lavorare, ma dobbiamo avere pazienza perché proprio non ci sono risorse!
    Ciao

    • Ivan
      hai ragione quell’accenno, fugacissimo ma pesantissimo, al turismo sessuale (… tanto sono li e se non le usiamo noi tanto lo fanno gli altri….) ha aggiunto schifo allo schifo

      a.

  5. Isa

    Ciao Asterix,
    bellissimo il tuo racconto sulla Giuseppa e anche quello sulla donnina del pronto soccorso. Le tue doti artistiche fioriscono, ti si legge con molto piacere. Un abbraccio!

  6. Nicola

    Ieri ho lasciato la postazione di lavoro proprio verso mezzodi (per andare a un lunghissimo ma sempre appassionante comitato etico) e mi sono perso il tuo commento sulla Giuseppa (che leggo solo ora) … fa venire molta voglia di rispondere o meglio di cercare un dialogo la giuseppa …

    A parte i tuoi dubbi un po inquietanti su che cosa ci puo essere dentro (di fisico/materiale) viste le dimensioni e anche il cosiddetto respiro (forse meglio soffio o vento …) … per come l’hai descritta sembra una bestiona o una macchina piuttosto buona o un orecchio molto paziente e molto capace …

    Che la Giuseppa registri tutto o buone tracce di chi è passato di li fa piacere anche se mi piacerebbe che piu che memoria avesse ricordi fosse cioé una rielaboratrice anche creativa … questo per replicare a Luca su che cosa mai la gente avrà/avremo per testa …
    Credo che abbia ragione Vittorino (cui tutti vogliamo gia bene e speriamo di conoscerlo o incrociarlo presto) che conta parecchio come ci si intende anche nelle cose non dette (“ci capiamo senza bisogno di parlarci” diceva il Vit) anche se devo dire che parlarsi e pensarsi riempe parecchio o almeno altrettanto …

    Per la funzione nascosta della giuseppa propongo: una macchina che mantiene e ricorda i momenti in cui si pensa ad altre persone senza che glielo diciamo …
    A presto/dopo
    Nicola

  7. Franca

    Ciao Alex, tra il passaggio recuperato al volo ieri sera dopo la nostra telefonata bruscamente da me interrotta (scusa ma da qui a casa con i “mezzi” poi mi ci sarebbe voluta più di un’ora abbondante), l’organizzazione della cena per la “creatura” maxiaffamata (quando rientra da Imola verso le 18,30-18,45 quando va bene, dopo essere uscito di casa quando è ancora buoi o trova qualche cosa di commestibile pronto o io rischio lo spolpamento) , non sono riuscita a collegarmi e la tua domanda “e della Giuseppa che ne pensi?” mi ha dato il tormento. Una
    vicina di stanza particolarmente invadente? Una infermiera stile “comò”? Insomma ma chi sarà questa Giuseppa? Quando poi ho letto la tua descrizione della stessa ho capito perchè anche io ho la mia Giuseppa e come me in tanti ce l’hanno. Le forme delle nostre Giuseppa sono le più disparate: ex-bauli della nonna (quelli in cartone con le finiture in metallo), cestoni di vimini con coperchio, banale (ma solo eteticamente) maxi scatolone magari fatto durante un trasloco che poi non hai riaperto ma che sai che è lì. Dentro alla Giuseppa ci sono le cose materiali che ci ricordano momenti belli della nostra vita. La mia Giuseppa è di vimini e tra le tante cose che contiene ci sono un mio diario delle superiori, un biglietto di un per me magico concerto, la tutina che ha messo mio figlio il giorno che è nato, ecc. E anche se è chiusa, non mi serve aprirla per allietarmi una brutta giornata. Mi ripasso mentalmente le cose che ci sono dentro e mi ritorna il buon umore. Stare in ospedale, per una unghia incarnita, per una gamba rotta, o per il sangue al naso, può rendere le giornate troppo lunghe e malinconiche e poichè posto per la Giuseppa di tutti non c’è, c’è una Giuseppa “comune”. Tu, se la osservi con maggiore attenzione la Giuseppa ospedaliera, non puoi non vederci dentro, ad esempio, i biglietti che avevi in tasca per vedere l’Inter con Valeria a Madrid, il furto in metro e il ” nuovo” biglietto, la mitica Saab decapottabile sparita e ricomparsa, il tuo fantastico rapporto con FS (non la sottoscritta, parlo delle ferrovie) e ti fai sicuramente due risate. Se poi mi dai tempo di organizzarmi, ti ci faccio trovare dentro alla Giuseppa anche l’immagine della sottoscritta vestita da valletta
    Ci vediamo prestissimo
    f

  8. lorenzo

    La Giuseppa che non si muove, non fiata, non si aliena, ma si limita a osservarti, è ripiena di speranza, di certezze, di angosce e di fede nelle cose più care. L’altra Giuseppa, quella più anziana, è la dimostrazione che quando la situazione non è in discesa, la vita è in grado di rivelare i momenti più brillanti.
    L

  9. Luca

    Sta Giuseppa dev’esse’… ‘na metafora. Non come disse una volta un compagno del liceo pero’ (‘na cosa che per meta’ e’ fuori). E’ pieno di Giuseppas, in giro. Gente che non si capisce cos’ha dentro. Tutti senza maniglie, non c’e’ verso di saperli prendere. Ho l’impressione che la bellezza di Giuseppa sia che fa quello che “dice” di fare: cos’abbia dentro e’ affar suo, dopotutto. La storia del HSR raccontata ieri era lo scandalo di una serie di simulatori, dall’anello piu’ piccolo a quello piu’ grande che ancora sostiene d’essere cristo in croce. Una rete di banditi tanto assurda da sembrare il parto di un giallista della domenica: da Formigoni alla banda della Magliana, dal ministro della Salute ai fazenderos brasiliani coi festini a sise di fuori, da Pollari e il Sisde ad Albano. Albano quello di Romina eh, felicita’ e’ un bicchiere di vino con un panino, insomma.
    Diciamocelo, dai: un po’ coglioni siamo pure noi eh…

    • Luca non so se darti completamente ragione su Giuseppa. Io l’ ho vissuta più dal punto di vista di quanto ognuno di noi abbia bisogno di una Giuseppa piu che di quante Giuseppe ci sono effettivamente in giro. Ma comunque divergenze di feeling sono più che arricchenti

      Quanto alla questione S Raffaele concordo sul fatto che siamo un po coglioncelli.
      Se ripenso agli estenuanti dibattiti che già intavolavo con i guerrieri ciellini all’università, alla indagine alla quale. sotto la guida di Alberto Malliani e con un altro manipolino di entusiasti neo laureati che volevano contribire alle indagini sui falsi ricoveri per cataratta (una goccia di acqua nel mare di melma di Don Verze e Formigoni), la campagna elettorale regionale del 2000 in larga parte combattuta (e persa) per smascherare il “modello lombardo” contro quello emiliano romagnolo – dandogli pure una patente di credibilità con tanto di convegni e simposi.
      Il mariuolo Direttore Generale Botti, stimato da tanti come manager serio e preparato che ci ha spiegato che un DG non deve per forza leggere i bilanci, e poi con un fuori campo pateticamente ci ha spiegato che Don Verze e Cau erano banditi ec ecc.
      Davvero viva Bracardi ed il suo ….in galeeeraaa!

      E negli ultimi anni pure il croupier appassionato di caccia (Ferruccino per chi non lo capisse) ci e toccato far sedere a Lungotevere Ripa lasciando che raggranellasse qualche briciolina istituzionale per il suo malandato S Raffaele.

      Su questo Luca hai ragione e non so sarà per il mio inguaribile ottimismo ma stavolta, Formica compreso, non se la passano cosi liscia. E qui che e finita la puntata della Gabbanelli e ora dobbiamo vedere la prossima

      Ciao

      Ale

  10. sara

    Mi piace Giuseppa con dentro il buco di Alice; ma mi piace anche pensare a Giuseppa come ad una vecchia tata, grande agli occhi di me bambina, così grande da potermi proteggere. Discreta e silenziosa, ma presente ed essenziale. Non se ne può fare a meno anche se lei fa di tutto per non disturbarci, facendo finta di non esserci…………..ma è così grossa che non riesce a nascondersi! Grazie Giuseppa!
    Per quanto riguarda ieri sera visto tutto; nausea, rabbia ma anche confusione; forse con l’età sono un po’ rinco, ma ad un certo punto mi sono persa nel ginepraio; forse sono una semplice, troppo semplice per seguire tali “contorsioni ed estorsioni”! Sono d’accordo sul fatto che Cristo sia paziente, ma forse anche la sua pazienza può finire come nel tempio! Se lo facesse con questi signori non mi dispiacerebbe poi così tanto!
    Un abbraccio
    sara

    • Allora

      buco di Alice, macchina del tempo, grande tata o vecchia prof, e tante altre cose.
      Son contento che Giuseppa vi abbia conquistato,

      Intanto altra acqua e passata sotto i ponti della ematologia del S Orsola.

      Non sono più in stanza con Giuseppa ……ma indovinate chi è venuto a trovarmi dal terzo piano, rompendo un po le rigidità organizzative orizzontali della divisione di Ematologia.

      Nientepopodimeno che…. Vittorino.

      Oggi Mariangela mi aveva procurato il suo cellulare e lo avevo salutato per telefono. Era molto contento e tratti commosso. A un certo punto mi ha detto… “….sa professore (nonostante lo abbia minacciato più volte continua a chiamarmi cosi) …….con Lei mi sono trovato molto bene … ci capivamo senza bisogno di parlarci…

      Abbiamo passeggiato per 5 minuti in corridio e poi siamo tornati nella norma.

      Lui al terzo e io al primo.

      E Giuseppa, ho controllato, è sempre li con il suo respiro profondo e la presenza protettrice (su questo hai ragione, Sara)

      Del nuovo compagno di camera, un pò pingue – come direbbe Troisi dell’amico Lello – vi racconto domani

      Alessandro

  11. Marina

    ciao ale,
    il messaggio di luciana mi ha fatto venire in mente che potrebbe essere l’astronave venuta dal “pianeta delle cose perdute”…. ma forse dalle dimensioni che descrivi, non basterebbe per contenere tutte le tue. In ogni caso, se cambi stanza cerca di non scordarti nulla, altrimenti rischi che Giuseppa se ne appropri…
    tante care piastrine
    marina

  12. Laura

    Secondo me Giuseppa è una macchina del tempo come quella di “ritorno al futuro” se becchi un orologio ed un fulmine, ne avrai da raccontarcene!
    La vecchietta che voleva prendere i vestiti la trovo meravigliosa, i vestiti sono importanti, ti danno identità e lei, giustamente, non vuole perdere la sua. Chisà come è andata a finire, se ha firmato oppure no?
    Un abbraccio fortissimo a te e alle tue donne
    Laura

  13. Elisa L.

    Nelle mie osservazioni nel reparto di mamma ho avuto modo di conoscere varie colorite vecchiette, ma quella che racconti del PS è insuperabile.. povera donnina.
    Quanto a Giuseppa, hai provato con “Apriti Sedano!” ? Con me e Vale funzionava sempre, specie con Vale piccolina quando non voleva mangiare…
    a dopo giuseppo!

  14. Elena T

    Dentro la Giuseppa (che per altro era la mia amatissima professoressa di educazione artistica alle medie che mi sosteneva con dei bellissimi più che sufficiente) c’è l’hard disk di Matrix!
    Vai di nascosto ad aprire per vedere come è ma guarda che la testa delle viti non sarà ne a taglio ne a stella, sarà di quelle francesi!!

  15. Luciana

    Ciao carissimo,
    grazie per esserti collegato e averci contattato tutti.
    so che ottenere una connessione non è stato facile, ma alla fine vedo che ce l’avete fatta. Se hai bisogno che passi a prendere qualche tuo oggetto smarrito a Modena fammelo sapere. Gli amici “lontani” chiedono ilmetodo migliore per contattarti: tieni d’occhio gli sms e confidiamo nella tua proverbiale puntualità nel rispondere.
    un abbraccio forte e continua a tenerci informati
    lu

  16. roberto satolli

    E’ facile. Dentro Giuseppa c’e’ il buco di Alice, il passaggio per andare al di la’ dello specchio. Peccato che la devi lasciare, ci manchera’.
    Intanto non so se ho voglia di vedere la storia dell’Olgettina, preferirei rileggermi la ballata del tricheco e il carpentiere, forse.
    Un abbraccio, Rob

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