… back to politics… ??

Carissime/i

mentre lascio che le vostre riflessioni sulla comunicazione e l’incertezza trovino nuove vie di espressione, vorrei tornare a parlare un po di quel grumo di sensazioni e valutazioni che hanno cambiato il nostro mondo nelle ultime due/tre settimane da quando, come dice Benigni – “……..abbiamo ridotto di uno i nostri problemi”.

Anzitutto un brevissimo bollettino medico. Sono a casa e sto bene anche se un po stanco. Sono circondato da affetto e premure di Mariangela e della ragazze. Neanche un Lucano potrebbe dare di piu……… Nei prossimi giorni farò i controlli ematochimici a casa. Insomma, la mia “pensione forzata” è cominciata e non so neanche da che base partirò.

Ma veniamo al tema che vi voglio proporre oggi.

Non cè piu, non cè piu…Questo voglio ricordarlo ma non discuterlo perchè so che le valutazioni sarebbero molto diverse (è morto BerlusKa!!!! si ma ci resta il berlusconismo!!!!, sono morti tutti e due!! no raga, non è morto nessuno dei due…)

Credo che al di la dei giudizi di merito sulla manovra, la sensazione sia quella di essere in un altro mondo.
Avendo anche duramente scoperto la “complessità del reale” (la straordinaria opacità dei mondi finanziari, il ruolo quai al di la dell’eversivo delle Agenzie di Rating, la enorme quantità di risorse che sono in realtà disponibili ma che le oligarchie finanziarie nascondono con i giochi delle carte, la enorme debolezza di una visione a di politica europea forte)

Se di una cosa dobbiamo essere incazzati e che aver dovuto convivere 17 anni costretti a tifare pro o contro il nano, ci ha completamente anestetizzati e capaci solo di pensare nella realtà come nelle favole di Collodi. Ma ora non possiamo più farlo e dobbiamo quindi avere grande attenzione a non reagire come siamo sempre stati abituati a fare.

Ha ragione Luca quando dice di sentirsi meno rappresentato, ma magari piu tutelato, da Monti rispetto alla affabulazione vendoliana ed alla rozzezza liberal-reazionaria della IdV

E anche sul ruolo del sindacato dovremmo stare molto attenti. E fuori di dubbio che il sindacato oggi non riesce a rappresentare le enormi aspettative del mondo giovanile e delle donne.
E diventato una grande macchina di difesa di soggetti che – pur non stando certo bene economicamente ò sono comunque piu tutelati di altri. Il sindacato dei Trenti e dei Lama era cosa diversa. Landini fa bene a combattere l’accordo di Pomigliano ma non e vero che, di per se, tenere su Pomigliano significa spostare in avanti gli equilibri tra lavoratori e società fortemente orientata alla dislocazione e globalizzazione.

Hanno ragione Scalfari e Giannini quando dicono che bisognava avere piu coraggio sulla introduzione di forme strutturate di lotta all’ evasione fiscale (forse qualcosa pu ancora cambiare in questi giorni), che il prelievo sui capitali scudati poteva essere almeno del 3% invece che dell’attuale 1.5%, che si poteva a 3000 Euro il limite oltre il quale le pensioni non recuperano l’inflazione proteggendo maggiormente quelle inferiori.

Ultima impressione. In questi giorni tanti parlano di necessità di abolire i privilegi. Fa specie che questo lo dicano per esempio i giornalisti che hanno casse di assistenza sanitaria tra le più generose e fuori controllo.

Continuo a pensare che non sarebbe demagogico ma piuttosto segnale di incoraggiamento se alcuni grandi conduttori televisivi rinunciassero a parte dei propri emolumenti. E la lista di questo potrebbe continuare per eliminare la fastidiosa sensazione che una parte onesta della società sta sostenendo la necessità di sacrifici e che esiste comunque una casta bendisposta a prenderne la difesa senza tutto sommato rimetterci neppure una penna…

Non so a voi ma la notizia che Standard & Poor abbia deciso ieri sera di mettere sotto monitoraggio il rating di 17 paesi e che Germania e Francia, invece che gridare al golpe finanziario abbiano fatto, notte tempo, un comunicato per dire in fretta e furia “…….siamo a disposizione….” e una notizia che gela il sangue. Molto più, ahime, di ritocchi alle pensioni

A dopo

Ale

3 commenti

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3 risposte a “… back to politics… ??

  1. sara

    GRANDE ALE! scusa il ritardo nel farci vivi ma devo dire che come tuo solito spari con la mitraglietta e gli stimoli/provocazioni, spunti di riflessione e via dicendo, spesso ci trovano impreparati e non all’altezza, come succedeva spesso, almeno a noi, al liceo. E allora, mentre domenica dopo lunga discussione tra noi eravamo arrivati a mettere insieme 4 neuroni, siamo rimasti spiazzati dalle risposte degli altri e ciò che avevamo da dire ci è sembrato banale e poco incisivo; se vuoi anche difficile da rendere a parole. Ma ieri sei arrivato tu, puntuale con il tuo “intimismo” e noi abbiamo esultato! Hai proprio reso quello che intendevamo noi. Perfetto tutto, ricerca ,dati, correttori e via dicendo, ma quel senso di fastidio di cui parli, del dispiacere di non rivedere Vittorino, in fondo di quello che si chiama anche se banalizzato, empatia, è difficile parlare. Nessuno ce lo insegna nè all’università nè dopo , è una tensione particolare difficile da definire e da imparare, ma che sta dentro l’animo umano e che varrebbe la pena coltivare ed ascoltare perchè potrebbe arricchire la conoscenza e i dati cercando quella rotondità della relazione che i nostri pazienti, ma anche noi nel ruolo di pazienti, abbiamo bisogno per comprendere ciò che accade e per renderlo sostenibile. Per quanto riguarda le considerazioni di oggi ci trovi perfettamente allineati; è dura, potrebbe essere meglio ma a volte (almeno io spero sia così) le strategie richiedono di non svelare subito tutti i passaggi per non insospettire gli avversari. Speriamo!
    A presto. Un abbraccio
    Sara e Paolo

  2. valentina solfrini

    Caro Alex, ma sai che da qualche settimana, da quando appunto il nano godereccio e mistificatore si è dimesso, comincio a sentire un curioso prurito all’anima, un fermento di pensiero che mi fa sorridere senza motivo, pensando al futuro, pur così nebuloso. E’ per me motivo di ottimismo vedere che molti giovani che ho intorno sono interessati a capire, ad esempio mio figlio ieri ha avuto assemblea di istituto autogestita, circa 700 studenti del triennio scientifico hanno invitato 3 prof di economia di Modena e insieme hanno guardato e commentato il film “Inside Job” di C. Ferguson. (Un documentario che prova a indagare la scioccante verità dietro la crisi economica del 2008. La crisi finanziaria globale, con un costo di oltre 20.000 miliardi dollari, ha lasciato senza lavoro e senza casa milioni di persone. Attraverso approfondite ricerche e interviste con i principali addetti ai lavori, politici e giornalisti, Inside Job ricostruisce la nascita di una industria canaglia e svela tutte quelle relazioni corrotte che hanno avvelenato la politica, il mondo accademico, finanziario e istituzionale). L’hai visto o scaricato dal web ??
    E’ tornato a casa e con lucidità ci ha raccontato tutti i passaggi e le cause della attuale crisi come raccontate nel film, e con molti suoi compagni discutono e si confrontano su questi argomenti…E si pongono il problema di quale sia la protesta utile da mettere in campo. Sto cercando di vedere possibili scenari futuri, e sono curiosa, da inguaribile positivista…ma come dicevo ieri poco creativa, così cerco consigli di lettura per diradare le nebbie…a presto

  3. roberto satolli

    Ciao Ale, sono d’accordo quasi su tutto. Soprattutto sulla “complessità del reale” (da contrapporre alla banalità del male?).
    Proprio per questo, mi sembra di vedere abbastanza chiare le cose, ma ancor piu’ di te mi sento a disagio nel formulare giudizi.
    Io ero e resto pessimista sulla possibilita’ che questa crisi del debito europea finisca bene. Ora che Monti ha fatto, o meglio cominciato, la sua/nostra parte, resta quello che deve fare l’Europa, ed e’ un macigno. Rivedere i trattati? Non mi sembra una passeggiata, con minimo 17 paesi e il fiato sul collo dei mercati.
    Quanto al gioco delle caste, dobbiamo considerare il rischio di cadere nel neoqualunquismo antipolitico alla Beppe Grillo.
    La cassa dei giornalisti, per esempio, cui sono iscritto. Pago piu’ di 4 mila euro l’anno, e ogni anno mi chiedo se mi conviene continuare, via via che le prestazioni si riducono e il premio aumenta. Alla fine la tengo come assicurazione per le cure dentarie, ma se la chiudessero forse mi farebbero un favore. Certamente li’ si buttano un sacco di soldi per screening dannosi, medicine alternative e altre fesserie. Probabilmente i furbi riescono anche a guadagnarci, ma in che senso e’ un privilegio? Credo che i soldi (sprecati o ben spesi) derivino tutti dai versamenti degli iscritti: contenti loro!
    Un abbraccio, Rob

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