….è iniziato l’autunno…..

Carissime

e cosi è passato l’inizio di autunno senza che nessuno se ne sia accorto…. con il caldo che fa. ….e senza che quasi nessuno se ne sia accorto è finita l’era Gasperini all’inter…..
In questo mese di settembre sono stato un assente con gli aggiornamenti (mi scuso) ma qualcuna di voi si è fatto comunque sentire e poche coraggiose si sono anche “postate”.

E stato un mese di compleanni nella Lib. family (Mariangela e Valeria (21 anni) e per quanto mi riguarda sono proseguite le discussioni sul da farsi from now on (medicalmente parlando intendo).Vi farò sapere sulla decisione presa nei prossimi giorni.

E stato anche il mese nel quale ci ha lasciato un grande amico, Gino Tosolini.

Per chi conosceva Gino sa di che perdita si tratta. Incidentalmente il 16 Dicembre ci sarà una giornata in suo ricordo a Tolmezzo (more to follow).

Il progetto-video procede e spero di dare un aggiornamento più definitivo entro il mese di ottobre.

A proposito di slow and fast medicine in questi giorni tocca ad Elisa (Lib) tenere occupato il servizio sanitario regionale e anche su questo seguiranno aggiornamenti.

Mi raccomando manteniamo vivo questo canale di comunicazione con impressioni, notizie e curiosità

alex

5 commenti

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5 risposte a “….è iniziato l’autunno…..

  1. Arieccoci, compagni (si può? Sì, si può. Si deve?),
    Il dubbio che mi arrovella in questi giorni è: vogliamo andare al sodo o no? Questa irriducibile domanda ci si pone (consapevolmente o meno) ad ogni passo. Guardate:
    – vogliamo stare qui a pettinare bambole o vogliamo mandare a casa il Governo?
    – vogliamo iniziare a pagarle tutti, ‘ste tasse, o continiamo a tollerare che il campo di calcetto non ci faccia la ricevuta?
    – vogliamo “obbligare” il sistema sanitario a con-centrarsi sul malato o proseguiamo ad accettare che il “primario” deleghi allo specializzando o all’infermiera la “comunicazione” (monodirezionale) col malato?
    Potrei continuare all’infinito, probabilmente (continuiamo a fare ricerca inutile o no? Congressi superflui o no? Libri illeggibili o no?).
    L’unico che ha capito è il Moratti: a casa Gasperini e avanti con Ranieri.
    Esempio di perseguimento di endpoint hard (vittorie, punti, classifica che si muove) invece di esiti surrogati (bel gioco, possesso palla e tutt ‘ste cazzate).
    Non credi Ale?

    • Caro Luca

      ci credo totalmente anche se, nel caso in specie, bisogna vedere se Ranieri ci farà solo sognare oppure produrrà qualcosa di più sodo (non dico hard per evitare ovvi possibili fraintendimenti).

      Prendendo esempio da Fazio e Saviano potremmo cominciare – se vogliamo partire dalla sanità – a fare una lista delle “cose prioritarie” e poi provare ad impegnarci, ciascuno secondo le proprie possibilità e voglie, a rfar si che i punti di questa lista diventino po più realtà.
      Ma evidentemente la buona volontà non basta.
      Ci vogliono anche buone idee su come organizzarsi e su come costruire una strategia (almeno comunicativa).
      Io condivido molto l’idea di Mancuso sul fatto che il tempo per affermare il “fascino del bene” è vicino e molto attuale.
      Dedicare un po di spazio di questo blog a discutere di questo mi parrebbe tempo ben speso. Ci vogliamo provare?

      Ale

  2. Elisa L.

    Cari tutti,
    spero stiate bene e abbiate passato un’ottima estate. Dal canto mio, credo di essere stata punita per averla prolungata un po’ troppo: ero in vacanza per qualche giorno in valle d’aosta quando ho avuto un piccolo incidente intestinale (no, nessun ulteriore dettaglio verrà fornito su questo pubblicissimo spazio) e sono stata ricoverata per qualche giorno. Ma giusto poco fa sono stata dimessa, un’ottima notizia. Vivere l’ospedale in prima persona, seppure per qualche giorno, mi ha dato molti elementi nuovi in merito ai temi di cui spesso si è parlato su questo blog e su cui ho deciso di centrare la mia tesi di laurea specialistica: come può un’organizzazione complessa come l’ospedale essere realmente patient centred? è possibile coordinare l’attività dei tantissimi e diversi addetti ai lavori pur tenendo conto della soggettività del malato? le resistente o le lamentele dei pazienti sono inutili seccature o segnali di malessere di cui si dovrebbe fare tesoro? e soprattutto, quanto spazio mentale resta ai direttori, i medici e gli infermieri per osservare ogni giorno con occhio critico questa realtà?

    Colgo anche l’occasione per ringraziare mio papà per tutti i contatti che ha attivato negli ultimi due mesi per aiutarmi nelle mie prime ricerche, oltre che per l’entusiasmo con cui ogni giorno -nonostante la mia testardaggine- mi guida, mi corregge, mi insegna un metodo.

    Vi abbraccio forte, a presto
    Elisa L.

    • Cara Eli

      rispondo con un po’ di ritardo al tuo messaggio, anche stimolato da quanto ha detto poi Luca. Discutere in questi giorni del tuo progetto di tesi e stato, devo dire, stimolante e credo che dalle te interviste a pazienti, infermieri e direttori generali possano derivare spunti interessanti anche per i frequentatori di questo blog.
      Allora aspettiamo che ci fai sapere dei tuoi progressi e intanto vediamo se qualcun altro dei frequentatori batte un colpo….

      Dad

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